LA CRONACA

No Triv in guerra contro il governo: "State prendendo in giro i territori"

Redazione - 08/01/201908:14Aggiornato 25/01/2019 15:44

Gli attivisti contro le trivellazioni accusano i 5 Stelle di tradimento, mentre le pagine Facebook dei tanti comitati, ferme al referendum del 2016, si sono improvvisamente rianimate dopo gli sviluppi dei primi giorni dell'anno

“No, grazie. Non veniamo”. Dopo il via libera a tre nuove esplorazioni petrolifere nel mar Ionio nel golfo di Taranto e la conferma di quelle in Emilia-Romagna, i No Triv disertano l'incontro col ministro dell'Ambiente Sergio Costa: prima è arrivato il "no" di Enzo Di Salvatore, costituzionalista e cofondatore dei No Triv, poi quello di tutto il movimento.

«Quando ci volete chiamare per questioni di merito siamo sempre disponibili al confronto», ha detto all' AdnKronos Francesco Masi, portavoce pro tempore del Coordinamento nazionale No Triv, rivolgendosi al governo. «Ma venire lì per farsi una foto con una pacca sulla spalla per dire "questi qui stanno con noi": non ci stiamo».

Gli attivisti contro le trivellazioni sono sul piede di guerra, mentre le pagine Facebook dei tanti comitati No Triv su e giù per l’Italia, ferme al referendum del 2016, si sono improvvisamente rianimate dopo gli sviluppi di questo inizio 2019. Per Masi quello che sta succedendo è «presa in giro per i territori» e «un’inutile operazione mediatica». Politicamente «è compito del governo o del Parlamento adottare un atto normativo per bloccare i procedimenti; amministrativamente è compito del dirigente competente firmare i permessi e le autorizzazioni», spiega Di Salvatore del comitato No Triv: «Di Maio in otto mesi non è stato in condizione di assumersi la responsabilità politica di una decisione legislativa sulle trivelle».

 

 

Dopo Ilva e Tap, il via libera alle trivellazioni segna un altro colpo ai Cinque Stelle in Puglia. Qui, il 4 marzo scorso, Il MoVimento ha avuto un vero e proprio exploit superando il 44% dei voti. «I 5 stelle hanno tradito ancora una volta quanto dichiarato in campagna elettorale. Avrebbero potuto bloccare tutte le ricerche petrolifere in Italia come avevano sempre detto di voler fare», affonda il governatore pugliese, Michele Emiliano. 

 

E invece è caos. Emiliano annuncia ricorso, e non è il solo al sud: anche la Regione Calabria - dice il presidente Mario Oliverio - ha deciso a sua volta di proporre ricorso contro le autorizzazioni alle trivellazioni nello Jonio. 


 

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