LA CRONACA

Cara di Castelnuovo, per ora i bimbi restano

Angela Gennaro - 25/01/201910:27

«Nessun bambino viene strappato agli amici o alla scuola», assicura una nota del Viminale. Una posizione che qualcuno legge come una parziale marcia indietro dopo le polemiche e l'attenzione mediatica

Non si placano le polemiche - e la confusione - sul destino del Centro per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, cittadina a nord di Roma, che il ministero degli Interni ha deciso di chiudere entro fine mese. Bambini e nuclei famigliari per il momento restano nella struttura: una sostanziale marcia indietro, visto che per molti di loro era inizialmente previsto il cui trasferimento verso altre regioni cominciato nei giorni scorsi.

«Nessun bambino viene strappato agli amici o alla scuola», assicura una nota diffusa giovedì 24 dal Viminale. Una posizione che qualcuno legge come una parziale marcia indietro dopo le polemiche e l'attenzione mediatica sulla chiusura del centro. Il sindaco di Castelnuovo, Riccardo Travaglini, va oltre e chiede una «sospensiva del trasferimento di tutti». Richiesta inascoltata: proseguono le partenze, oggi una cinquantina di persone lascerà il Cara per il Piemonte. Molti cittadini hanno portato al centro beni di prima necessità per chi parte. 

Ansa/Massimo Percossi

 

L'ultimo pullman è previsto per il 26 gennaio. «Il totale di persone trasferite sarà inferiore al numero inizialmente comunicato», dice a Open Roberto Rotondo della cooperativa Auxilium che gestisce il centro. Ong come Medici senza Frontiere e BeFree - cooperativa romana che si occupa di violenza di genere e vittime di tratta - hanno infatti segnalato alla prefettura casi particolari per cui sarebbe stato opportuno fermare il trasferimento. Come per alcune donne vittime di tratta seguite da BeFree con processi in atto a Roma.

I bambini, raccontano le insegnanti, non stanno andando a scuola in questi giorni. Il tentativo, spiegano dal comune di Castelnuovo, dovrebbe essere quello di trovare per loro soluzioni - «difficile immaginare quali» - per assicurare la continuità scolastica. 

Ansa/Massimo Percossi

 

Il sindaco di Castelnuovo di Porto e i 107 lavoratori della cooperativa Auxilium che rischiano di perdere il lavoro il 31 gennaio con la chiusura del centro, sono stati ricevuti  al ministero dello Sviluppo economico, dove si è aperto un tavolo di crisi. 

Leggi anche: 

 

Loading ...
Failed to load data.