LA CRONACA

Rendere pubblica la A22? «Non serve a nulla»

Riccardo Liberatore - 03/02/201920:55

La ricetta di Danilo Toninelli, che vuole rendere totalmente pubblica l'autostrada del Brennero, non convince Dario Balotta dell'Osservatorio nazionale per la liberalizzazione dei trasporti. Ecco perché 

Continuano i rallentamenti sull'Autostrada del Brennero A22 che collega l'Italia all'Austria (sabato il trattato autostradale era rimasto bloccato per 15 ore) e continuano anche le polemiche. Le ultime riguardano sia il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, sia l'azienda concessionaria dell'A22, Autostrada del Brennero S.p.a. La seconda è accusata di non aver fatto abbastanza per evitare che si creassero ritardi e file interminabili. La neve era annunciata e comunque prevedibile nel tratto alpino. Come argomenta il Codacons, pronto a denunciare l'azienda autostradale affinché risarcisca le persone rimaste intrappolate in autostrada, si potevano chiudere i caselli per evitare il caos. 

La proposta di Toninelli 

Nel frattempo il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha ordinato delle verifiche per «vederci chiaro sui disagi che si sono verificati negli ultimi giorni sulla A22 autostrada del Brennero» annunciando che era «già in corso un'ispezione per verificare che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione». Nel pomeriggio è tornato sulla questione, annunciando di voler trasformare la concessionaria in una società pubblica al 100 %, facendo scattare una polemica sull'assetto proprietario. La deputata altoatesina forzista, Michaela Biancofiore, ha voluto riprendere il ministro per la sua presunta gaffe, sostenendo che la società fosse già pubblica. 

Quanta parte è già pubblica

In realtà lo è soltanto all'85%. Un fatto non banale vista la cronologia delle concessioni. Infatti, il contratto era scaduto nel 2014. Come ha spiegato il presidente dell'Osservatorio nazionale sulla liberalizzazione dei trasporti (Onlit) Dario Balotta a Open, è stato prorogato in seguito dalle amministrazioni precedenti, ultimo il governo pd. La proposta di riacquistare dai privati il pezzo mancante non è una novità neanche questa. Toninelli ha continuato nel solco del precedente ministro Graziano Del Rio il quale, nel 2016, «per non far fare una gara d'appalti aveva proposta di farla diventare totalmente pubblica. L'obiettivo era di far uscire i soci privati passando la loro quota a una nuova società in house, BrennerCorridor». La differenza principale tra la strategia di Del Rio e quella di Toninelli?  «Toninelli vuole far restituire i 120 milioni percepiti dalla società in questi quattro anni, ma i soci pubblici non vogliono». 

Nazionalizzare? 

Sorge spontanea una domanda: i problemi di questi giorni sono riconducibili al fatto che la società non è pubblica? Cosa cambierebbe portando la società a gestione totalmente pubblica come vuole Toninelli?  «Nulla. Ci dovrebbe essere l'agenzia della regolamentazione dei trasporti che nella parte tariffarie dovrebbe creare dei meccanismi per la maggiore tutela dei consumatori. Per esempio, più traffico c'è, meno paghi. Le cose vanno male perché la regolamentazione pubblica non funziona. Quello che manca è un rapporto trasparente e serio con il ministero».

 

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