LA CRONACA

La donna del mistero e l'asilo in paese. Franzoni libera: «Voglio che sappiano che sono innocente»

Sara Menafra - 07/02/201921:17Aggiornato 07/02/2019 22:09

Ha finito di scontare la pena a sedici anni per l'omicidio del figlio Samuele. Ma chi è la donna condannata per infanticidio che ha passato la vita a mostrare amore per i bambini?
 

È una donna misteriosa, Annamaria Franzoni, che ora finisce di scontare i sedici anni di condanna per un crimine orribile: l'omicidio del figlio, il piccolo Samuele, di appena tre anni, avvenuto in una villetta in Val d'Aosta, a Cogne, nel 2002.

Samuele è stato ucciso a coltellate mentre dormiva sul letto matrimoniale della casa in cui la famiglia, originaria della provincia di Bologna, si era trasferita. Nessuna pista alternativa ha mai raggiunto un accettabile livello di concretezza, gli indizi più credibili sono sempre andati in un'unica direzione. Eppure non solo Annamaria ha sempre professato la sua innocenza - inizialmente anche con una valanga di interviste televisive e salotti tv con esperti e commentatori - ma anche il marito e persino il paese di origine si sono sempre schierati al suo fianco. 

Da pochi giorni, la famiglia non vive più a San Benedetto Val di Sambro, ma appena ammessa fuori dal carcere - nel 2008 - Annamaria aveva creato in casa sua un piccolo asilo in cui accudiva i bambini del vicinato, con l'ok del tribunale di Sorveglianza. Più volte le tv e i giornali sono andati in zona a chiedere di questa stranezza, ma le amiche di Annamaria l'hanno sempre difesa a spada tratta dicendosi ben felici di affidarle i loro bambini, anche della stessa età di Samuele.

Ha destato sorpresa, nel tempo, anche l'atteggiamento del marito Stefano Lorenzi che non solo l'ha difesa ma ha concepito con lei un figlio, un anno dopo la morte di Samuele. Ma tant'è. Anche lei, che nel frattempo si è trasferita, ieri, 6 febbraio, ha commentato solo con questa frase: «Voglio che sappiano che sono innocente».

Nel frattempo, la famiglia ha lasciato la piccola frazione appenninica di San Benedetto val di Sambro, Ripoli Santa Cristina, e si è trasferita da poco in un paese vicino, in una casa più grande e isolata. Che queste caratteristiche fossero le più evidenti anche per quella di Cogne è solo l'ultima delle stranezze di questo omicidio risolto eppure rimasto misterioso. 
 

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