LA CRONACA

Produzione industriale, a dicembre -5,5% rispetto al 2017. Peggior dato dal 2012

Alessandro Parodi - 08/02/201911:07Aggiornato 08/02/2019 12:43

L'istituto di statistica rileva il rallentamento della nostra economia. Ultimo trimestre 2018 -1,1%. Sensibile il calo dei beni di consumo (-2,9%) e dell’energia (-1,5%). Crolla l'industria tessile (-11,1%)

L'Istat, nel suo bollettino mensile, ha comunicato che a dicembre 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,8% rispetto a novembre. Nel complesso del quarto trimestre il livello della produzione registra una flessione dell’1,1% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice complessivamente nel 2018 è diminuito rispetto al 2017 in termini tendenziali del 5,5% (al netto delle correzione per effetto del calendario: i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017). Nella media del 2018 la produzione è cresciuta dello 0,8% rispetto all’anno precedente.

Nel dettaglio, sul mese, diminuiscono in misura marcata i beni di consumo (-2,9%) e l’energia (-1,5%), mentre nel raffronto 2017/2018 calano rispettivamente del 7,2% e del 4,4%

Tutti i principali settori di attività economica registrano variazioni tendenziali negative rispetto al 2017. Le più rilevanti sono quelle dell’industria del legno, della carta e stampa (-13,0%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,1%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,9%).

 

Le variazioni percentuali tendenziali dicembre 2017/dicembre 2018 sono negative in tutti i settori: beni di consumo (-7,2%), durevoli (-7,7%), non durevoli (-7%), beni strumentali (-3,5%), beni intermedi (-6,4%), Energia (-4,4%). I beni di consumo durevoli includono, tra gli altri, la fabbricazione di apparecchi per uso domestico, la fabbricazione di mobili, motocicli, la fabbricazione di apparecchi per la riproduzione del suono e dell’immagine. I beni non durevoli sono, ad esempio, il prodotto dell'industria della lavorazione e la conservazione di prodotti alimentari e bevande, di alcune industrie tessili e la fabbricazione di prodotti farmaceutici. Per beni intermedi si intende la fabbricazione di prodotti chimici, la fabbricazione di metalli e prodotti in metallo, la fabbricazione di apparecchi elettrici, l’industria del legno, la fabbricazione di tessuti. I beni strumentali concernono invece la fabbricazione di macchine e motori, la fabbricazione di strumenti e apparecchi di misurazione e controllo, la fabbricazione di autoveicoli.

Oltre ai già citati settori dell'industria della carta, del tessile e della gomma scende anche la produzione del comparto chimico (-5,4%), di quello farmaceutica (-4,5%), di quello metallurgica (-5,5%), di quello elettronico (-4,5%), di quello degli elettrodomestici (-6,4%), di quello dei macchinari e delle attrezzature in genere (-3,2%) e di quello dei mezzi di trasporto (-5,5%). 

 

I dati negativi sulla produzione arrivano pochi giorni dopo quelli annunciati sempre dall'Istat sulla recessione tecnica, cioè il calo per due trimestri consecutivi del Pil.

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