LA CRONACA

Perché i pastori sardi hanno versato migliaia di litri di latte nelle strade?

Redazione - 10/02/201910:47Aggiornato 10/02/2019 21:27

I prezzi troppi bassi hanno scatenato la protesta degli agricoltori sardi che hanno deciso di manifestare la loro rabbia buttando migliaia di litri di latte

La mattina del 10 febbraio, a Porto Torres, cento pastori sardi hanno fermato un tir frigo che trasportava carni suine e gettato a terra gran parte del carico. È da giorni, ormai, che stanno protestando per il prezzo del latte, venduto alle aziende a un costo troppo basso: 55 centesimi al litro se di pecora e 44 se di capra. Il 9 febbraio altri allevatori si erano riversati nelle strade, bloccando in particolare la Statale 131, snodo fondamentale della tratta Cagliari - Sassari. «Pagare il latte solo 60 centesimi è una prevaricazione che viola le regole del mercato; è un insulto verso il lavoro dei nostri pastori, che rischia di mettere spalle al muro migliaia di famiglie», ha dichiarato Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore di Forza Italia in Sardegna. I pastori chiedono che il costo venga portato a 1 euro al litro più iva. In provincia di Nuoro alcuni pastori hanno versato centinaia di litri di latte ovino nel rivolo che attraversa la città di Olzai: adesso nell'alveo scorre un fiume bianco. Sono arrivate le prime denunce per i pastori che protestano dal nord al sud della Sardegna: cinque persone segnalate alle autorità per danneggiamento e violenza privata. I pastori hanno impedito ad alcuni tir di entrare nell'azienda casearia Serra, a Ortacesus. In due occasioni gli autotrasportatori sono stati obbligati ad aprire le valvole delle cisterne: sono andati perduti circa 11 mila litri di latte.

La protesta è stata portata anche davanti al centro sportivo del Cagliari Calcio. «Vogliamo che la squadra si unisca alla nostra protesta», hanno chiesto i pastori. «Siamo alla disperazione, vogliamo che il latte ci venga pagato al giusto prezzo. Alcuni giocatori hanno dimostrato solidarietà, tra cui Nicolò Barella e Joao Pedro, versando a loro volta dei bidoni di latte per terra.

«Se nelle prossime ore non ci saranno novità, significa che è necessario un intervento politico forte, straordinario», ha aggiunto Cappellacci. «Se non si ristabilisce un minimo di equità significa che anche il consorzio di fatto non ha svolto il suo ruolo. Per questo chiederemo al Governo di valutare ogni ipotesi, compresa la soluzione estrema di un commissariamento del consorzio del pecorino». La protesta del latte si è spinta anche all'ingresso del caseificio Pinna di Thiesi, uno dei più grandi complessi industriali del settore caseario, dove alcuni pastori hanno scagliato latte contro i muri perimetrale e hanno sfondato le vetrate con dei bidoni da 50 litri svuotati all'interno degli uffici. Sul posto sono arrivati anche polizia e carabinieri in assetto anti sommossa.

Il Cagliari ha portato a San Siro la rivolta degli allevatori sul prezzo del latte. Prima di affrontare il Milan, i calciatori rossoblu hanno posato in campo con una maglietta bianca con scritto «Solidarietà ai pastori sardi». 

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