LA CRONACA

Quota 100, entro tre anni 23mila medici in meno. Il sindacato: «A rischio i servizi per i cittadini»

Redazione - 01/03/201920:08

Il pre-pensionamento potrebbe paralizzare la Sanità. È quanto emerge dalla ricerca del sindacato dei medici Anaao-Assomed. Servono più assunzioni, ma i giovani scappano all'estero

Quota 100 porta alla fuga di medici. Un'emorragia di circa 23mila sanitari è attesa entro 3 anni: in tanti potrebbero lasciare il Servizio sanitario nazionale (Ssn) tra il 2019 e il 2021 per effetto sia del raggiungimento dei limiti per la pensione precedenti la riforma, sia della quota 100. È la stima fatta dal sindacato medici dirigenti Anaao-Assomed. «Nel triennio 2019-2021 circa 18-20mila medici del Servizio sanitario nazionale maturerebbero i requisiti per la quota 100 e potrebbero dunque lasciare l'incarico». A dirlo è Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao-Assomed. 

Non tutti, però, potrebbero decidere di andare in pensione. Sarebbe il 25%, ovvero 4.500 professionisti, a optare di lasciare il lavoro per effetto di quota 100. A questi numeri, tuttavia, vanno aggiunti 18mila medici che andrebbero comunque in pensione per il raggiungimento dei limiti previsti. «Oggi i medici in servizio nel Ssn sono infatti circa 105mila e se nei prossimi 3 anni si creasse un buco di 23mila camici bianchi, ciò porterebbe a una pesante riduzione dei servizi per i cittadini».

La manovra, cavallo di battaglia della Lega, andrebbe ad aggravare una situazione già critica, «determinando un incremento del 20% in più delle uscite rispetto a quelle preventivate», commenta ad Ansa Palermo. Serviranno più assunzioni dunque per compensare i buchi. Ma i giovani medici italiani sembrano sempre più intenzionati a scappare all'estero. Secondo il rapporto Rapporto di Eurispes-Enpam circa 1.500 laureati in medicina si trasferiscono ogni anno all'estero per frequentare scuole di specializzazione.

Una fuga che colpisce in particolare il Veneto: «Mancano 1.300 medici. Il motivo di questa situazione è una programmazione nazionale sbagliata, a partire dal numero chiuso nelle università, passando per la carenza di borse di specializzazione, il mancato utilizzo negli ospedali dei giovani specializzandi, l'assurdità di non poter trovare forme per trattenere chi va in pensione a 65 anni», ha dichiarato il governatore della Regione Luca Zaia. Tanti i medici e gli infermieri che hanno scelto per esempio il Regno Unito come meta lavorativa privilegiata, allettati da un sistema più meritocratico e da una paga più alta.

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