LA CRONACA

Un'assicurazione per tutelarsi dai richiedenti asilo: l'ultima idea della Lega in Friuli Venezia Giulia

Redazione - 13/03/201918:40Aggiornato 14/03/2019 06:47

La proposta era stata avanzata dall'esponente della Lega, Mauro Bordin, e ieri - 12 marzo - è stata approvata in Consiglio regionale

Partire da un fatto di cronaca per approdare in consiglio regionale con una mozione -la numero 20 - approvata nella giornata di ieri, 12 marzo, in Friuli-Venezia Giulia. Il fatto di cronaca risale a più di un anno fa, quando un gruppo di cittadini di Trieste veniva malmenato da alcuni profughi armati durante un sopralluogo nell’area del Silos, accanto alla stazione ferroviaria dove gli stranieri avevano trovato riparo.

Da quell'episodio una persona era uscita con l'auto distrutta e - a quanto riportano le cronache - non era mai stata risarcita. È stato allora che l'esponente della Lega Mauro Bordin ha avanzato una proposta: stipulare una polizza assicurativa che copra i danni inferti dai richiedenti asilo. A risarcire i cittadini dovranno essere i titolari delle società che si occupano dell'accoglienza dei migranti e che per questo ricevono un contributo dallo Stato.

"Il rischio del mestiere"

Queste aziende - è l'idea - stipuleranno un'assicurazione che li copre da questo "rischio del mestiere" e il cittadino danneggiato si rivolgerà a loro in caso di problemi con un richiedente asilo (fuori da questa copertura, probabilmente, rimarrebbero i danni causati da chi non possiede neppure un permesso di soggiorno per motivi umanitari).

«Vogliamo garantire sicurezza agli italiani e non. Per questo abbiamo chiesto alla giunta di Massimiliano Fedriga di farsi parte attiva nei confronti del governo, affinché i soggetti che ricevono contributi pubblici per gestire l’accoglienza si muniscano di adeguata copertura assicurativa o polizza fideiussoria» ha detto Bordin al quotidiano Libero.

E ha poi sottolineato che questo dovrà garantire un equo indennizzo a favore di operatori o di terzi che subiscono malauguratamente danni per mano dei loro ospiti, dentro e fuori le strutture. «Se questo non dovesse avvenire, è necessario che i soldi a queste organizzazioni vengano meno».

E non finisce qui: per la Giunta regionale c'è in ballo anche un Fondo di Garanzia, un'assistenza rivolta alle vittime e costituita dalla detrazione di una quota del contributo nazionale già previsto dalle norme sull'ospitalità.

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