LA CRONACA

Il clima è il nuovo campo di battaglia M5S-PD?

Redazione - 19/03/201908:38Aggiornato 19/03/2019 15:30

Il tema ambientale raccoglie un elettorato svincolato dal campo magnetico leghista, appetibile per entrambe le fazioni. E già partono i primi attacchi 

«Ogni volta che Zingaretti parla di ambiente il suo naso da Pinocchio si allunga, un naso fossile e nero veleno visto che il Pd in questi decenni ha fatto e difende tutt'ora trivellazioni, inceneritori, cementificazioni inutili», dichiarano in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato con i capogrupppo Ilaria Fontana e Vilma Moronese.

Messi sullo stesso piano nelle preferenze degli italiani secondo l'ultimo sondaggio Swg, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono alla ricerca di fronti in cui battersi. Il Tav, ma anche l'ambiente, che raccoglie un elettorato svincolato dal campo magnetico leghista, appetibile per entrambe le fazioni.

La protezione del clima è una delle 5 stelle del movimento, seppur non trova corrispondenza nel governo di coalizione Lega-M5S. Anzi, i Cinque Stelle sono stati negli ultimi mesi accusati di aver deluso le speranze di coloro a cui aveva promesso la chiusura dell'Ilva e del gasdotto Tap.

Nicola Zingaretti, neoeletto segretario del PD, si è invece subito infilato nella breccia, cavalcando i temi e dedicando a Greta la sua vittoria alle primarie. Dopo che per anni l'ambiente era stato marginalizzato nelle discussioni interne del Partito Democratico, dei senatori del Pd hanno presentato una mozione per mettere subito in atto gli impegni già presi per contrastare i cambiamenti climatici e entrare nella prospettiva della green economy.

Ma il Movimento 5 Stelle non ci sta, ed è partito all’attacco: «Stupisce come tanti personaggi politici, per cavalcare l’onda di consenso della manifestazione globale Fridays for future, oggi si scoprano improvvisamente ambientalisti e sensibili al surriscaldamento della Terra. I precedenti governi non hanno mai adottato misure concrete e chi oggi dice che dobbiamo cambiare rotta ha boicottato il referendum per bloccare le trivelle», hanno spiegato i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Ambiente.

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