LA CRONACA

SeaWatch come Diciotti: un nuovo caso di sequestro di persona preoccupa il Viminale

Redazione - 27/03/201915:54Aggiornato 27/03/2019 16:11

La procura di Roma ritiene che ci siano gli estremi che fanno prefigurare il reato del sequestro di persona nel caso della nave entrata nelle acque italiane lo scorso 24 gennaio. Siracusa risponde: «La responsabilità è del ministro, atti a Catania»

Furono dodici, lunghissimi giorni quelli trascorsi dai 47 migranti a bordo della nave SeaWatch davanti al porto di Siracusa. Solo il 31 gennaio 2019 arrivò il permesso allo sbarco a Catania. Adesso i magistrati della Procura di Roma fanno sapere che anche in quel caso, come per la nave Diciotti, ci sono gli estremi per prefigurare il reato di sequestro di persona.

Un fascicolo contro ignoti è stato inviato ai colleghi di Siracusa: dovranno valutare se la competenza sul caso deve passare al tribunale dei ministri di Catania. E informalmente, la procura siciliana ha già fatto sapere quello che pensa: «Trasmetterò gli atti a Catania perché per i reati che ipotizzano responsabilità ministeriali la competenza è la procura di Catania», ha detto il capo della procura di Siracusa, Fabio Scavone.

Nel fascicolo romano vengono ricostruite le quasi due settimane di attesa che i migranti salvati dalla nave ong passarono alla fonda, ad un miglio marino dal porto. 

Una immagine scattata a bordo sulla Sea Watch il 25 gennaio 2019

Un caso che si sta muovendo sulla stessa riga di quello della Diciotti: allora al ministro dell'Interno Matteo Salvini e a due prefetti venne contestato dalla magistratura il reato di sequestro di persona. Ma l'inchiesta è stata stoppata lo scorso 20 marzo quando il Senato negò l'autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega.

La ricostruzione

In questo caso le prime ricostruzioni non hanno permesso di escludere la competenza dell'Italia ad occuparsi dell'approdo della SeaWatch dopo il salvataggio: dopo il salvataggio, l'imbarcazione avvisò contestualmente tre autorità competenti - Italia, Libia e Olanda: proprio perché tra i primi ad essere coinvolti, è la ricostruzione, anche gli italiani erano vincolati ad occuparsi di rintracciare un porto per l'approdo. L'aver tenuto la nave a largo permette di «ipotizzare astrattamente» ha scritto il pm Sergio Colaiocco, il reato di sequestro di persona. Per il momento, a carico di ignoti. 

Loading ...
Failed to load data.