LA CRONACA

Virginia Raggi e i grammar nazi. L'enciclica «Laudato Si'» diventa «Laudato Sì»

Redazione - 28/03/201900:35Aggiornato 28/03/2019 13:01

La sindaca di Roma voleva condividere il momento in cui veniva mostrata al pontefice la targa a cui è dedicata la sala della Piccola Promoteca. A tradirla è stato un apostrofo

«Laudato Sì». Certo, in questo momento la grammatica e i social media non sono il problema principale di Virginia Raggi. Eppure gli utenti di Twitter non si sono fatti sfuggire la frase pubblicata dalla sindaca di Roma in occasione della visita di Papa Francesco in Campidoglio. Per celebrare l'arrivo del pontefice, l'amministrazione capitolina ha deciso di intitolare la sala della Piccola Promoteca al Laudato si', l'enciclica pubblicata dal Papa nel maggio 2015.

Per lanciare il video in cui viene mostrato il momento in cui il pontefice vede la targa, Virginia Raggi ha commentato: «Ecco la targa che intitola la sala della Piccola Protomoteca all'Enciclica "Laudato Sì" accompagnata dall’istituzione di due borse di studio». Quella lacrima di pixel messa nel posto sbagliato cambia totalmente il significato di quel Si. Da voce del verbo essere (Sia tu lodato) a particella affermativa.

Inevitabili le reazioni divertite dei follower. C'è chi ironizza con «Laudato YES!», chi ripesca foto di vecchi motorini e chi invece si spinge più in là con la creatività e reinterpreta La terra dei cachi, il singolo di Elio e le Storie Tese che aveva segnato l'edizione del 1996 del Festival di Sanremo: «Laudato sì/Laudato no/Laudato gnamme/Se famo du’ spaghi».

Follower con la passione per Elio e le Storie Tese

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