LA CRONACA

Verona, la ministra della Famiglia di Orbán a Open: «All'Italia serve una svolta pro-famiglia»

Cristin Cappelletti - 29/03/201916:41Aggiornato 29/03/2019 17:14

La politica ungherese invita il nostro Paese a seguire l'esempio del suo: «L'immigrazione è una minaccia per l'Europa, dobbiamo difendere la cultura cristiana»

«L'unica famiglia è quella tra uomo e donna e i gay dovrebbero avere il loro presidente». Tra i relatori del congresso per le famiglie di Verona c'è anche lei, Katalin Novák, la ministra per la Famiglia ungherese del governo di Viktor Orbán. Ultraconservatrice del partito di destra Fidesz, Novák si è sempre battuta contro l'immigrazione e per una chiusura dei confini.

Di recente il suo partito ha approvato una legge denominata «l'emendamento contro Soros», il magnate ungherese fondatore di varie organizzazioni filantropiche. Secondo la nuova legge chiunque si renda colpevole di aiutare, in qualsiasi modo, i migranti irregolari a stabilirsi in Ungheria potrà andare in contro a pene detentive.

Katalin Novák

«L'immigrazione è una minaccia molto seria per l'Europa», ha dichiarato Novák al congresso di Verona, «Arrivano persone che minacciano la nostra cultura». Il leti-motiv di Novak è uno dei cavalli di battaglia di Orbán che più volte si è espresso contro l'Islam e l'immigrazione "di massa".

«Dobbiamo difendere la nostra cultura cristiana, i nostri valori europei e nel farlo L'Ungheria e l'Italia sono alleati» - ha dichiarato la ministra della Famiglia ungherese - «L'immigrazione non è una soluzione al declino demografico». Negli ultimi anni - ha spiegato - il governo ungherese avrebbe implementato diverse leggi a sostegno della natalità e in supporto delle coppie giovani che vogliano avere figli. «La nostra costituzione tutela il matrimonio, i figli e la famiglia».

Una famiglia che per Novak è e rimane solo quella composta da uomo e donna. Più volte il ministro si è espresso contro le unioni civili, tanto da arrivare a dire che «gli omosessuali dovrebbero avere il loro presidente».

Shutterstock | Viktor Orbán

E se il cristianesimo parla di altruismo e accoglienza, per Novak la questione è un'altra: «Stiamo parlando di una cultura cristiana che vede simboli cristiani diffusi in tutte le nostre comunità, come i crocifissi, è questo tipo di cultura che dobbiamo proteggere».

Alla domanda se la cultura europea fosse quindi superiore, Novak svia e riporta invece l'attenzione su come l'Italia debba prendere esempio dall'Ungheria: «Vi serve una politica pro-famiglia per combattere il declino demografico», e ribadisce: «Ognuno può fare quello che vuole: il governo non vuole entrare nella vita personale dei cittadini, ma gli ungheresi devono essere aiutati a fare più figli».

Sulla chiusura dei confini tanto voluta da Orban, Novak chiarisce un concetto che da qualche anno in Italia è al centro del dibattito: «Le persone vanno aiutate nei loro Paesi di origine, non possiamo dargli la falsa speranza di un futuro migliore in Europa. L'Ungheria fornisce ogni anno migliaia di borse di studio a studenti dall'Africa e dal Medio Oriente perché si formino nel nostro Paese».

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