LA CRONACA

Roma, scale mobili e cassonetti in fiamme. La sindaca Raggi evoca il complotto

Felice Florio - 03/04/201908:55Aggiornato 03/04/2019 10:43

La sindaca crede che dietro i malfunzionamenti e i disagi della Capitale, ci sia la mano di qualcuno che sta orchestrando un controllo. Duro anche Matteo Salvini: «Ci sono dei gabbiani più aggressivi degli pterodattili». Sotto accusa le scale mobili, gli impianti per il trattamento dei rifiuti e il servizio giardini del Comune

«Quando ero piccola ricordo che girava una bruttissima battuta: traduceva Spqr in "Sono porci questi romani". Noi dobbiamo assolutamente cambiarla in “Sono puliti questi romani”, ma dipende solo da ciascuno di noi». Scrive così Virigina Raggi, sindaca di Roma, su Facebook. Ma è solo una chiosa sentimentale a un lungo discorso sul "complotto", sul "sistema" che, a suo dire, vuole mettere i bastoni tra le ruote all'amministrazione 5 Stelle.

La sindaca parla di "guerra dei rifiuti": «Si combatte ogni giorno. È una chiamata alle armi dopo che due dei quattro impianti di trattamento e raccolta dei rifiuti di Roma sono andati in fiamme negli ultimi tre mesi, 600 cassonetti sono bruciati in due anni, un’isola ecologica è stata incendiata». La sindaca dice che il Comune ha riscritto il contratto con Ama, la società che gestisce la nettezza urbana: «Stiamo cambiano le cose che non funzionano, ma il sistema si oppone».

Per Raggi «un sistema ha lucrato sulla monnezza», attorno alla quale girano «miliardi di euro». E snocciola su Facebook i numeri della Capitale: «Roma produce 2.600 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati. Circa 500 finivano nel Tmb Salario, ora chiuso. Altre 500 vanno a Rocca Cencia, che però dopo l’incendio del 24 marzo è parzialmente inutilizzabile.

Oltre 1.000 tonnellate finiscono nei 2 Tmb del Colari, società di Manlio Cerroni (ex patron di Malagrotta), attualmente sottoposta ad amministrazione giudiziaria. La parte residua di rifiuti, nonché quella che non viene più conferita nel Tmb Salario, viene avviata al trattamento in altri impianti della Regione Lazio e in Abruzzo».

Ma il complotto non riguarda solo i rifiuti. Ospite a di Martedì, talk show di Giovanni Floris su La7, Raggi ha detto: «Tra le scale mobili che si sono rotte improvvisamente, gli incendi ai Tmb (trattamento meccanico-biologico, ndr) e i furti al servizio giardini mi pare evidente che siamo sotto attacco. Una serie di elementi strani. Io le scale mobili che si sbucciano non le ho mai viste». E anche se, incalzata da Floris, sostiene che «la storia del complotto non regge», il suo discorso verte proprio su queste sacche di potere che ostacolerebbero il suo lavoro.

Ma Virginia Raggi non è nuova a questo tipo di accuse lanciate verso ignoti che si opporrebbero all'idea di una città che funziona: «Non ho mai visto tanti rifiuti pesanti, divani, frigoriferi abbandonati per strada. È strano. È un po’ strano, ci sono frigoriferi che invece di essere portati all’isola ecologica vengono buttati vicino ai cassonetti. Mi sembra strano», diceva a ottobre 2016, pochi mesi dopo l'inizio del suo mandato.

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