LA CRONACA

Casal Bruciato: Antonietta, 85 anni, imita Simone e affronta CasaPound: «Fascistoni» - Video

Open - 08/04/201920:07Aggiornato 09/04/2019 15:35

Lei e Simone hanno settant'anni di differenza, ma la verve è la stessa: mentre CasaPound protestava contro i rom, la signora si è fatta avanti

Ottantacinque anni lei, quindici lui. La "Simone" di Casal Bruciato si chiama Antonietta. E anche a lei "nun je sta bene che no". Non le sta bene che a una famiglia rom di 5 famiglie, a cui il Comune aveva assegnato un alloggio popolare, sia stata costretta ad andarsene, cacciata dalle barricate e dalle proteste di piazza, alimentate - come è accaduto anche a Torre Maura - dal partito di estrema destra CasaPound. 

«Io ce l'ho con Casapound. Io ho passato il fascismo eh? L'olio di ricino, menavano a mio padre. Ma come fate a chiamarvi fascisti se non lo avete mai vissuto quel periodo», dice Antonietta aggirandosi tra i manifestanti che la attaccano: «Ma se li prenda a casa sua se li vòle, no?», le urla una donna. «A casa mia io non c'ho mica posto per tutti quanti». 

A Casal Bruciato, periferia romana, si sono viste le stesse scene di qualche giorno fa, a Torre Maura. Quando si è saputo che una casa popolare era stata assegnata a una famiglia rom, i residenti sono scesi in strada e hanno spostato i bidoni dell'immondizia per sbarrare l'ingresso: «Noi qua gli zingari nun li volemo».

L'appartamento, rimasto vuoto, è stato occupato da una ragazza di 20 anni, madre di un bimbo di 6 mesi, che dorme da mesi in macchina. «Meglio un'italiana che i rom», dicono gli abitanti del quartiere. È lei, col suo viso spaventato, l'altro volto di questa guerra fra poveri, che in poco meno di 10 giorni ha attraversato due quartieri di periferia. In entrambi i casi lo Stato si è arreso alla rabbia, spostando prima i 70 rom dal centro di accoglienza a cui erano stati destinati e poi una famiglia di 5 persone. 

Leggi anche

Loading ...
Failed to load data.