LA CRONACA

Casal Bruciato, dopo le proteste la famiglia rom lascia la casa. I residenti: «Il problema non è il diverso, il problema sono le persone» 

Giulia Marchina - 08/04/201919:18Aggiornato 09/04/2019 11:41

Dopo gli episodi del quartiere di Torre Maura, le proteste di spostano in un'altra zona della periferia romana, dove un'abitazione occupata illegalmente da una giovane italiana con sua figlia era stata concessa a una famiglia rom 

La presidente del IV Municipio di Roma, Roberta Della Casa, lo conferma: «La famiglia di etnia rom ha lasciato il condominio ed è evidente non farà ritorno per via delle condizioni in cui versano gli umori dei condomini e dei residenti del quartiere», ha detto dopo essere stata raggiunta al telefono da Open. «Hanno lasciato l'appartamento già ieri sera, e si sono trasferiti altrove».

Dopo Torre Maura, la protesta si è spostata nel quartiere di Casal Bruciato, sempre alla periferia di Roma. Qui alcuni residenti stanno protestando da ieri, domenica 7 aprile, per l'assegnazione, da parte del Comune, di un alloggio a una famiglia di etnia rom in via Facchinetti.

I residenti chiedono che quella casa sia assegnata alla ragazza che in questo momento ci vive, con un figlio di pochi mesi, nonostante l'abbia occupata illegittimamente. Il motivo? «Bisogna pensare prima agli italiani», dicono i residenti. «Siamo qui per appoggiare questa giovane ragazza e suo figlio. I rom non li vogliamo». A dare man forte, così come era successo nel quartiere di Torre Maura, c'è di nuovo CasaPound.

Nel giro di una settimana i militanti del movimento di estrema destra sono riusciti a far trasferire diverse persone di etnia rom dalle strutture assegnate. Mauro Antonini, portavoce di CasaPound, ribadisce la linea del movimento: «I rom qui non possono stare, vanno allontanati. Nessuna casa e nessun lavoro a gente che delinque».

La protesta

Nel giardino condominiale, Antonini ed altri militanti hanno sistemato un gazebo e bandiere tricolore. C'è pure una tenda. «Faremo un sit-in ad oltranza fino a che a Noemi - la ragazza che aveva occupato l'appartamento - non verrà assegnata la casa».

C'è anche Noemi col bambino, che però dice di non voler essere intervistata, complice anche la reticenza del padre. «No, non ho fatto nessuna domanda, non risulto in graduatoria, ma ho più diritto io a una casa perchè sono italiana», ha detto.

Nel giro di poche ore, i condomini del palazzo di via Facchinetti sono stati raggiunti da residenti di altri quartieri della periferia romana; si vede anche qualche volto noto di Torre Maura. Per alcuni «È colpa della Raggi!», per altri «la presidente del Municipio è venuta stamattina, s'è fatta la sua intervista con la messa in piega e poi ci ha abbandonati come sempre».

In un angolo, defilati, discutono alcuni cittadini di Casal Bruciato: «ma non abitiamo in questa strada». Chiediamo loro cosa pensino di tutta questa faccenda: «Bisogna risolvere entrambe le questioni: la famiglia rom e la ragazza col bambino. Inutile strumentalizzare. Il problema non è il diverso, il problema sono le persone».

Leggi anche

Loading ...
Failed to load data.