LA CRONACA

Carabiniere ucciso a Foggia, il pm: «Delitto senza motivazioni, colpisce il livello di avversione verso lo Stato»

Redazione - 14/04/201914:28Aggiornato 15/04/2019 17:55

Giuseppe Papantuono, il presunto omicida, avrebbe scaricato l'intero caricatore sui due militari dell'Arma e avrebbe voluto impadronirsi delle loro pistole d'ordinanza. La compagna della vittima: «Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio.

Secondo il procuratore di Foggia Ludovico Vaccaro l'omicidio del maresciallo Vincenzo Di Gennaro e il ferimento del suo collega Pasquale Casertano sono «totalmente privi di motivazioni». Il presunto assassino, il pregiudicato Giuseppe Papantuono, «nei giorni scorsi aveva subito due controlli: nel primo fu trovato in possesso di alcune dosi di cocaina; alcuni giorni dopo fu fermato per possesso di un coltello. Fu condotto in caserma per il sequestro e rilasciato. In maniera generica aveva detto: "Ve la farò pagare"». 

Giuseppe Papantuono «era in strada e ha chiamato i carabinieri. Non appena il militare ha abbassato il finestrino, l'uomo ha sparato. - ha spiegato il pubblico ministero - Si è fermato solo quando il caricatore era vuoto. Voleva impossessarsi anche delle pistole dei militari. Poi si è aggrappato allo sportello dell'auto dei militari ed è rimasto aggrappato fino a quando l'auto non ha svoltato a sinistra. A quel punto è caduto».

Nel decreto di fermo notificato a Giuseppe Papantuono «non abbiamo contestato la premeditazione: la scelta è stata quella di attendere le sue dichiarazioni prima di procedere con questa accusa». Ha precisato  Vaccaro durante la conferenza stampa. A Papantuono viene contestato l'omicidio aggravato del maresciallo Vincenzo Di Gennaro, il tentato omicidio del suo collega Pasquale Casertano e il porto abusivo di arma. «L'indagato durante l'interrogatorio ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere», ha aggiunto Vaccaro.

Per il procuratore di Foggia quello che colpisce nella vicenda dell'agguato mortale di ieri alla pattuglia dei carabinieri di Cagnano Varano è «l'atteggiamento culturale che porta a reagire a dei controlli e a sparare contro lo Stato: tutto questo esprime un livello di avversione verso lo Stato. In questa mentalità ci vedo il collegamento con la criminalità organizzata».

A parlare è anche la compagna di Vincenzo Di Gennaro:  «Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio. Però già convivevano e ci volevamo molto bene». Visibilmente commossa Stefania Gualano ha aggiunto:  «Era un bravissimo ragazzo era veramente in gamba. Sorrideva sempre, anche quando aveva difficoltà. "Bisogna andare sempre avanti", diceva. C'erano i momenti in cui era giù di morale però lui andava avanti perché diceva che la vita continua. Bisogna lottare e andare avanti ». 

Nella stessa conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, il colonnello Marco Aquilio ha ricordato il militare dell'Arma ucciso: «Era un bravissimo maresciallo che sapeva fare il carabiniere a tutto tondo: disponibile nei confronti della popolazione più debole e determinato con i criminali - ha continuato Aquilio - Ha trascorso gran parte della sua carriera in Calabria. Dieci anni fa è arrivato in provincia di Foggia. Sicuramente a breve sarebbe diventato comandante di stazione».

Il colonnello Aquilio ha inoltre lodato il carabiniere ferito nell'agguato, Pasquale Casertano che, «nonostante la giovane età, ha avuto prontezza di riflessi: benché ferito, aveva un proiettile conficcato a pochi centimetri dall'aorta, ha trovato la forza di partire con la macchina, raggiungere la guardia medica e prestare il suo soccorso al maresciallo fino a quando non sono intervenuti gli aiuti».

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