LA CRONACA

I sindacati vincono la battaglia del 25 aprile: Magneti Marelli aprirà le porte ai partigiani

Open - 16/04/201921:46

Dopo le polemiche sul "no" dell'azienda al coinvolgimento dell'Anpi , l'accordo con i sindacati sembra raggiunto: i partigiani saranno presenti all'evento commemorativo per Gualtiero Mazzocchi

«Siamo felici che l'azienda abbia cambiato idea. La festa del 25 aprile deve unire i dipendenti e le imprese, non dividerli». Lieto fine per la querelle attorno alla ricorrenza della Liberazione italiana dal nazifascismo, che aveva visto come protagonista la sede bolognese della Magneti Marelli, ex Weber. All'interno della struttura si trova la lapide di Gualtiero Mazzocchi, operaio antifascista ucciso durante la Resistenza.

A raccontare l'episodio a Open è Michele De Palma, coordinatore Fiat per la Cgil, nonché uno dei mediatori coinvolti nella questione. L'azienda aveva pronunciato inizialmente un "no" riguardo al coinvolgimento dei partigiani dell'Anpi  (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) nelle celebrazioni previste per la ricorrenza. Ma quel che sembrava un rifiuto categorico è diventato infine un "certo che sì": come spiega De Palma, «la Magneti Marelli ha dimostrato intelligenza cambiando idea e venendo incontro alla volontà di tutti di celebrare la Liberazione».

La ricorrenza verrà celebrata durante l'Assemblea sindacale prevista per il 17 aprile: «La anticipiamo di qualche giorno per una questione banale: durante la festività l'azienda rimane chiusa e i dipendenti non vengono in sede», ha chiarito il coordinatore.

I motivi del rifiuto iniziale

L'azienda - che risulta ancora di proprietà Fca, ma che presto verrà passata alla giapponese Calsonic Kansei - si era detta contraria al progetto dei sindacati di invitare nello stabilimento sia i rappresentanti dell'Anpi, sia gli assessori comunali di Bologna, chiamati per commemorare Mazzocchi, ex operaio dell'azienda, e festeggiare la Liberazione. 

I motivi ufficiali sono poi stati resi noti tramite un comunicato inviato a Open dall'azienda stessa, intitolato "Precisazione su Assemblea Sindacale del 17 aprile". «L'unico intento», si legge, «è quello di rispettare l'art. 20 della Legge 20 maggio 1970 n 300 "Statuto dei Lavoratori", che prevede che, all'interno delle Assemblee Sindacali, possano essere ammessi come ospiti esterni solamente dirigenti esterni appartenenti agli stessi sindacati che l'hanno indetta». Quelli che l'azienda ha chiamato «fraintendimenti», per il sindacalista rappresentano ormai un «caso chiuso». 

Ma davvero in Italia si sta perdendo l'attaccamento alla Liberazione?

Nell'ultimo periodo il 25 aprile ha fatto parlare di sé all'interno delle Istituzioni in maniera inedita: il botta e risposta ufficioso tra i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sulla necessità o meno di festeggiare oggi la Liberazione, ha sollevato la questione dell'attualità della ricorrenza.

Per quanto riguarda il piano della quotidianità lavorativa, per De Palma le preoccupazioni non sono altro che un fuoco di paglia. Il coordinatore Cgil afferma con certezza che il caso della Magneti Marelli rappresenta qualcosa di isolato, e che non esiste una tendenza volta a negarne la centralità.

«Non mi risultano altre segnalazioni del genere sul territorio italiano», spiega. «Anzi, tanto in Emilia Romagna quanto in altri posti d'Italia, il 25 siamo sempre impegnatissimi tra celebrazioni e commemorazioni». 

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