LA CRONACA

A Sergio Pirozzi - ex sindaco di Amatrice - brucia ancora la vignetta di «Charlie Hebdo», e lo ricorda ai francesi

Redazione - 17/04/201915:17Aggiornato 17/04/2019 15:20

Dopo il sisma che ha colpito il centro Italia nel 2016, la rivista satirica francese aveva pubblicato una vignetta molto criticata, almeno in Italia. Un'offesa che Pirozzi, ai tempi primo cittadino di Amatrice, non ha dimenticato

Il 24 agosto del 2016 il centro storico di Amatrice è stato travolto da una scossa di terremoto. E con lui molti altri comuni tra Lazio, Abruzzo e Marche. Il giorno dopo le prime pagine dei giornali italiani sono tutte su questo evento. «Morti e paesi cancellati», titola il Corriere della Sera, «Come una guerra», su Repubblica.

Da una redazione lontano dall'Italia, fra i palazzi di Parigi, i disegnatori di Charlie Hebdo scelgono da dare un taglio completamente diverso alla vicenda. Scelgono di raccontare tutto con la loro satira, quella satira «bête et méchant», stupida e cattiva, che hanno sempre rivendicato e che hanno usato anche per raccontare dell'incendio nella cattedrale di Notre Dame.

Sono due le loro vignette su Amatrice. La prima, Sisma all'italiana, era stata pubblicata subito dopo il terremoto e aveva suscitato un'ondata di polemiche. Tanto che in una vignetta successiva gli autori di Charlie Hebdo hanno scelto di rispondere. La nuova immagine ritrae una persona che esce dalle macerie, con lividi e sangue su tutto il corpo, e dice: «Italiani, non è stato Charlie Hebdo a costruire le vostre case, ma la mafia!».

Oggi, 17 aprile, a due giorni dopo l'incendio che ha cambiato il volto di Notre Dame, Sergio Pirozzi ha pubblicato un post su Facebook con cui è tornato su queste vignette: «Un pensiero a Notre Dame che brucia e un ricordo di questa...ma noi siamo diversi!!!!!». Nel maggio 2018 Pirozzi è stato eletto nel consiglio regionale del Lazio, dove si è presentato come indipendente dopo aver cercato l'appoggio dei partiti di centrodestra.

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