L'ECONOMIA

Incentivi per le assunzioni: non basterà il 110 e lode

18/1216:37Alessandro Parodi

Con un emendamento alla legge di bilancio presentato al Senato il governo ha ristretto il campo degli incentivi alle aziende che assumono a tempo indeterminato giovani laureati nel periodo fra gennaio 2018 e giugno 2019 e che abbiano conseguito una votazione di 110 e lode. Non basterà il voto massimo a conclusione del percorso universitario, ma sarà necessario anche una media ponderata del profitto di almeno 108/110. 

 

La proposta di modifica "è finalizzata a selezionare in maniera più puntuale i destinatari dell'incentivo all'assunzione" che prevede uno sgravio per chi assume fino a 8000 euro l'anno per 12 mesi. Il restringimento del numero dei laureati beneficiari del provvedimento dovrebbe, a risorse invariate, aumentare la cifra disponibile per ogni singolo neoassunto. La relazione tecnica, infatti, specifica , che "i risparmi di spesa, che prudentemente non si quantificano, potrebbero essere destinati ad implementare l'incentivo".

 

Ma come si calcola il voto ponderato?

 

La media ponderata del voto di laurea può differire anche sensibilmente dalla votazione finale. Prima dell'entrata in vigore del sistema dei crediti formativi (CFU) era sufficiente sommare i voti conseguiti nei singoli esami e dividere per il numero degli esami sostenuti, ottenendo di fatto la media aritmetica (e poi trasformare la votazione in trentesimi in quella in centodecesimi). All'interno però del sistema dei credito gli esami non hanno tutti lo stesso peso. Affinché ogni voto abbia un peso proporzionale ai crediti è indispensabile moltiplicarlo per il numero dei crediti. 

 

Esempio:

Primo esame, voto 27, crediti 5.

Secondo esame, voto 24, crediti 10.

Terzo esame, voto 28, crediti 7.

Quarto esame, voto 30, crediti 5.

(27X5 + 24X10 + 28X7 + 30X5)/ (5+10+7+5) =  (135 + 240 + 196 + 159)/ 27 = 730/27 =  27,03

 

 

Importante ricordare di non dividere per il totale dei crediti del corso di laurea, perché in questi sono compresi anche quelli assegnati per la tesi di laurea, per i tirocini formativi e per le le attività extracurriculari. Anche in questo caso sarà poi necessario passare da una media in trentesimi a una proporzionale espressa in 110. 

 

Sono confermati dal testo di legge gli altri requisiti necessari per accedere al cosiddetto "Bonus Eccellenze": aver conseguito la laurea entro i trent'anni o un dottorato entro i trentacinque e, come visto in precedenza, le coperture (50 milioni per il 2019 e 50 per il 2020). 

 

È il secondo provvedimento del governo in poco più di ventiquattro ore che corregge una misura in materia di politiche giovanili. Lunedì 17 dicembre era stata la volta della retromarcia sul controverso "Bonus cultura", varato dal governo Renzi e che l'attuale maggioranza aveva promesso di restringere all'acquisto per i neo-diciotteni dei soli libri e all'esclusione di concerti, spettacoli e audiovisivi, per poi, appunto, ieri, riconfermarlo in toto. 

 

Con le coperture per il reddito di cittadinanza sempre più a rischio in seguito al restringimento del deficit al 2,01, il Movimento 5 Stelle sembra voler far valere il suo maggior peso specifico parlamentare per calibrare la sua linea di differenziazione con la Lega sul tema delle politiche giovanili (contraltare a quota 100), in particolare attraverso l'introduzione o la conferma di bonus, in ciò proseguendo sulla linea delle precedenti scelte governative. 

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