L'ECONOMIA

Manovra, tutte le misure per gli under 35

18/1211:18Francesca Martelli, Francesco Seghezzi

A oggi nella Legge di Bilancio sono previsti 5,6 miliardi per Quota 100 e pensioni di cittadinanza e solo 1,5 miliardi per i giovani. Una rassegna di tutti i (pochi) provvedimenti per i giovani presenti nel testo approvato alla Camera 

Trentanove è il numero di volte in cui la parola “giovani” compare nel testo del disegno di legge che questa settimana sarà discusso in Senato, probabilmente venerdì 21 dicembre. E che probabilmente verrà trasformato rispetto a quello approvato con il voto di fiducia alla Camera l’8 dicembre.

 

Ma più che le parole contano i fatti, e i numeri. Facendo i conti, sono 5,6 i miliardi presenti nella Legge di Bilancio per i pensionati tra Quota 100 (4,7 miliardi) e pensione di cittadinanza (900 milioni) contro i 530 milioni per i giovani distribuiti con il contagocce tra bonus diciottenni (ridotto da 290 a 230 milioni), fondo di finanziamento ordinario per l’università (40 milioni), fondo per il diritto allo studio (10 milioni), il nuovo Consiglio Nazionale dei Giovani (200mila euro), il bonus per l’assunzione di giovani eccellenze (50 milioni) e il finanziamento al fondo per le politiche giovanili (30 milioni). A questi si sommano 1,2 miliardi per il reddito di cittadinanza per la platea dei giovani tra 18 e 34 anni. Il risultato è di 1,56 miliardi per i giovani contro 5,6 miliardi per i pensionati, quasi quattro volte tanto.

 

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Ma partendo dal testo della manovra, vediamo quali provvedimenti (a oggi) sono dedicati ai giovani per il 2019:

 

Bonus 18enni

 

Verrà assegnata una carta elettronica a chi compirà 18 anni nel 2019 (giovani italiani e stranieri con permesso di soggiorno valido) per sviluppare il proprio patrimonio culturale (es. per comprare libri, biglietti per spettacoli teatrali e concerti, corsi di lingua).

Si tratta del rifinanziamento della misura introdotta nel 2016 dal governo Renzi con la piattaforma www.18app.italia.it e fortemente criticata da centrodestra e Movimento 5 Stelle, perché considerata “una mancia elettorale”. L’attuale governo l’ha confermata ma ha ridotto il limite massimo di spesa per il 2019 da 290 a 230 milioni di euro. In questo modo il bonus non sarà più di 500 ma al massimo di 400 euro a diciottenne.

 

Alternanza scuola-lavoro

 

Scompare il nome “alternanza scuola-lavoro” che viene rinominata “percorsi per le competenze trasversali e per l’orienta­mento”. Le ore obbligatorie per questi percorsi sono ridotte da 400 a 210 negli istituti professionali, da 400 a 150 negli istituti tecnici e da 200 a 90 nei licei. Le risorse vengono ridotte in proporzione alla riduzione delle ore.

 

Politiche giovanili

 

Nascerà il Consiglio Nazionale dei Giovani, un organo che ancora non esiste e che il governo potrà consultare, a cui viene assegnato un fondo da 200 mila euro. Nascerà probabilmente da un’evoluzione del Forum Nazionale dei Giovani (che dal 2004, raccoglie 75 associazioni, tra cui quelle cattoliche, sindacali e per i diritti civili). Oltre a questo viene incrementato di 30 milioni di euro annui il Fondo per le politiche giovanili (per un terzo finanziato dalle regioni) per sviluppare progetti che favoriscono l'ingresso nel mondo del lavoro e il contrasto al disagio giovanile. Su questo sito, non molto aggiornato, si possono trovare le attività principali del Fondo.

 

Università

 

Il fondo per il finanziamento ordinario delle università viene aumentato di 40 e il il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio è incrementato di 10 milioni di euro per l’anno 2019. Incremento ancora insufficiente per coprire i quasi 7.500 studenti che risultano idonei per ricevere una borsa di studio ma non possono beneficiarne per assenza di fondi. I 10 milioni serviranno a coprire solo 2.000 studenti. A oggi l'Italia è l'unico paese OCSE nel quale esistono ancora gli studenti "idonei non beneficiari". 

 

Assunzioni neo-laureati

 

Con la Legge di Bilancio per il 2019 si aggiunge un nuovo bonus per le assunzioni di giovani. Si tratta del "Bonus eccellenze", che si rivolge a chi ha conseguito una laurea con il voto di 110 e lode o un dottorato di ricerca tra il 1 gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 e viene assunto con un contratto a tempo indeterminato. La laurea dovrà essere stata conseguita entro il trentesimo anno d'età e il dottorato entro il trentaquattresimo. Non conosciamo la platea dei beneficiari, non essendo l'anno ancora concluso. Ma sulla base degli scorsi anni quello che si sa è che ci sono circa 35 mila laureati all'anno con queste caratteristiche e circa 10 mila dottori di ricerca per un totale, su 18 mesi, di poco più di 65 mila persone.

 

L'incentivo sarà erogato alle imprese che assumono tramite un esonero dei contributi previdenziali per il primo anno di assunzione e fino a 8.000 euro l'anno. Sono previsti 50 milioni di euro per sostenere l'incentivo nel 2019 e 50 nel 2020. Immaginando una decontribuzione media di 4215 euro, come si era fatto per gli incentivi del Jobs Act, per l'80% dei contratti e totale per il restante 20% i beneficiari potranno essere circa 11 mila, quasi un sesto della platea degli aventi diritto, non sapendo ovviamente chi di loro ha già trovato un lavoro al momento dell'entrata in vigore dell'esonero. L'esonero vale anche per i contratti part-time, ovviamente riducendo la portata massima dell'incentivo e vale anche per contratti a tempo determinato trasformati in indeterminato. Il datore di lavoro che assume non può beneficiare dell'incentivo se, nei dodici mesi precedenti, ha eseguito un licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva del nuovo assunto.

 

Ci sono poi alcune misure non rivolte specificatamente ai giovani ma che possono riguardare anche loro, oltre al reddito di cittadinanza:

 

Partite IVA 

 

La soglia massima di reddito annuale per poter accedere al regime forfettario (che dal 2015 sostituisce il regime dei minimi) passa da 30mila a 65mila euro. Il regime forfettario con l’aliquota sostitutiva del 15% ha già attirato molti professionisti, non solo giovani ovviamente. Nei primi nove mesi del 2018 il 40% delle nuove partite Iva aperte ha scelto il regime forfettario (qui i dati del Ministero dell’Economia).

 

Terreni e mutui

 

Concedere gratuitamente terreni incolti di proprietà statale alle coppie con tre o più figli (almeno uno dei quali sia nato negli anni 2019, 2020 e 2021) per un periodo non inferiore a vent’anni. La proposta, immaginata dal governo “per favorire la crescita demografica” aveva suscitato molte polemiche in rete.

 

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