L'ECONOMIA

I nuovi dati parlano chiaro: meno lavoro per i giovani

18/1216:18Francesco Seghezzi

Nel terzo trimestre 2018 cala ancora l'occupazione giovanile. Diminuiscono anche i disoccupati ma è una illusione ottica, infatti nello stesso periodo aumentano gli scoraggiati. 

Nel terzo trimestre 2018 infatti l'Italia ha visto un calo degli occupati tra i 15 e i 34 anni insieme ad una diminuzione dei disoccupati e una crescita degli inattivi. L'occupazione giovanile non gode di buona salute e i dati appena diffusi confermano la situazione. 

 

Tra i tanti numeri contenuti nella nota congiunta pubblicata da Istat, Inps, Ministero del Lavoro, Inail e ANPAL questo è quello che preoccupa di più. Nel dettaglio tra luglio e settembre 2018 abbiamo avuto 57 mila occupati in meno, 34 mila disoccupati in meno e 71 mila inattivi in più.

Ma quando si parla di occupazione giovanile è sempre meglio non guardare ai numeri assoluti, ma ai tassi. Infatti le dinamiche demografiche in corso fanno sì che il numero di giovani sia in calo costante e questo può creare degli errori di prospettiva. Se in un trimestre la fascia d'età 15-34 anni perde 200 mila componenti a causa della demografia, questo non significa per forza che l'occupazione giovanile è diminuita. Ma anche prendendo il tasso lo scenario si conferma. Infatti tra i 15 e i 34 anni il tasso di occupazione giovanile (la percentuale di quelli che lavorano sul totale della forza lavoro) è diminuito dello 0,4%. Si tratta dell'unica fascia d'età in Italia nel quale è diminuito, un primato non invidiabile per gli under 35. 

 

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione (la percentuale di coloro che non hanno un lavoro e lo cercano sul totale della forza lavoro), questo cala dello 0,2%. Potrebbe sembrare una buona notizia, ma non è così. Infatti se prendiamo il tasso di inattività (la percentuale di coloro che non hanno un lavoro e non lo cercano sul totale della forza lavoro) questo aumenta dello 0,6%. In poche parole, c'è una fetta di giovani che ha smesso di cercare lavoro (e quindi non è più disoccupato) ma non perché lo ha trovato, ma perché ha rinunciato a cercarlo, diventando così inattiva. Il risultato è che tra i 15 e i 34 anni ci ritroviamo 1,23 milioni di disoccupati mentre tra i 35 e i 49 sono 898 mila e sopra i 50 anni 519 mila. Anche questa una performance della quale non andare molto fieri. 

 

 

 

 

 

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