L'ECONOMIA

Mario Draghi: «Siamo usciti dalla crisi grazie agli sforzi dei cittadini Ue»

Felice Florio - 28/01/201916:30Aggiornato 28/01/2019 17:32

«Ma la persistenza delle incertezze, in particolare collegate a fattori geopolitici e alla minaccia di protezionsimo, pesa sul sentimento economico»

Potrebbe essere una delle ultime audizioni al Parlamento europeo di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea. Il suo mandato scadrà il 31 ottobre 2019. Durante il Monetary Dialogue con i membri della Commissione per i problemi economici e monetari, Draghi ha tirato le somme dei suoi otto anni alla banca centrale dei diciannove paesi dell'Eurozona.

«Siamo usciti dalla crisi grazie agli sforzi dei cittadini Ue», ha detto Draghi rispondendo alle domande dei commissari, sottolineando come i 22 trimestri consecutivi di crescita e i dati sulla disoccupazione, al minimo da ottobre 2008, siano segnali incoraggianti. Nonostante negli ultimi mesi «siano arrivate informazioni più deboli dell'atteso. La persistenza delle incertezze, in particolare collegate a fattori geopolitici e alla minaccia di protezionismo, pesa sul sentimento economico».

Il presidente della Bce si è soffermato anche sulla necessità di fare riforme: «Per realizzare in pieno i benefici dell'euro servono le stesse componenti che hanno fatto dell'euro una realtà nel 1999: servono riforme nazionali per promuovere una convergenza economica sostenibile. Sotto tutti i sistemi monetari un potenziale di crescita più alto si può ottenere solo con un continuo sforzo di riforma», ha detto. «Dall'altro lato, l'Europa può fare la differenza sostenendo e facilitando questi sforzi di riforma. Il nostro stare insieme rappresenta un vantaggio competitivo unico, e dobbiamo capitalizzare su questo».

Riforme necessarie anche per tenere a bada il debito pubblico: «Un Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto», perché a quel punto «ogni decisione di policy deve essere scrutinata dai mercati, cioè da persone che non votano e che sono fuori dal processo di controllo democratico». Poi sintetizza Draghi: «Il debito viene prodotto da decisioni politiche dei governi, di conseguenza la sovranità viene persa a causa di politiche sbagliate».

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