L'ECONOMIA

Pil, Conte: «Mi aspetto ulteriore contrazione»

Redazione - 30/01/201920:45Aggiornato 08/02/2019 20:53

Il premier anticipa alcuni dati del rapporto dell’Istat che dovrebbe essere reso noto nella prossime ore

«I dati del quarto trimestre prevedono una contrazione del Pil». Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte durante il suo intervento ad Assolombarda anticipando alcuni dati del rapporto dell’Istat che sarà reso pubblico nelle prossime ore.

«Abbiamo dati congiunturali che non sono favorevoli - ha spiegato - Non dobbiamo girare la testa, il dato positivo è che non dipende da noi: la Cina, la Germania, che è il nostro primo Paese per l'export». Il secondo trimestre consecutivo di crescita negativa porterebbe l'Italia in quella che gli economisti definiscono "recessione tecnica".

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Il premier ha chiarito che «la manovra economica ci ha spinto in un territorio rischioso, abbiamo rischiato l’infrazione, ma siamo riusciti a scongiurarla. Per fortuna però, ora il pericolo è alle spalle e possiamo guardare al futuro».

Fra le cause del calo del Pil nel terzo trimestre e quello previsto anche per il quarto Conte ha individuato la brusca contrazione del settore automobilistico, in particolare quello tedesco, le cui conseguenze sulla nostra economia sarebbero decisive vista l'importanza della nostra filiera integrata.

«A metà febbraio possiamo rendere operativo il piano nazionale per il riammodernamento e la sicurezza delle infrastrutture, con vari miliardi, attraverso la protezione civile» ha informato gli imprenditori di Assolombarda. Conte ha riferito di «miliardi freschi per mettere in sicurezza il territorio e le regioni che hanno dichiarato lo stato di emergenza. Ne approfitteremo per il sistema viario, per ammodernare le infrastrutture».

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, parlando con i giornalisti a Washington, ha risposto a chi gli chiedeva se, alla vigilia dei nuovi dati sul Pil, ci si attenda una recessione tecnica ha detto: «Non credo che cambi molto per la situazione italiana. Non drammatizzerei».

Bankitalia il 19 gennaio aveva rivisto al ribasso le stime per la crescita per il 2019. «La proiezione centrale dell'incremento del Pil è pari allo 0,6% quest'anno, 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza», recitava il bollettino economico della Banca d'Italia.

I rischi per la crescita sarebbero legati all'eventualità di un nuovo rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, a un più rapido deterioramento delle condizioni di finanziamento del settore privato e a un ulteriore rallentamento della propensione a investire delle imprese: gli investimenti già diminuiti dell'1,1% nel terzo trimestre e ci si aspetta un rallentamento dei piani delle imprese anche per tutto il 2019.

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