L'ECONOMIA

Cosa manca per arrivare agli accordi pre-matrimoniali in Italia

Redazione - 07/02/201916:55

Il governo ha presentato un disegno di legge delega (collegato al decreto Semplificazioni) per stipulare un contratto tra sposati o tra coniugi uniti civilmente

Una proposta della maggioranza di governo apre la strada ai patti pre-matrimoniali. Grazie al disegno di legge delega approvato dal consiglio dei Ministri (insieme al decreto legge Semplificazioni che ha già incassato la fiducia della Camera) del 12 dicembre scorso, i coniugi  - o coloro che sono uniti civilmente - dovrebbero poter stipulare, anche prima della contrazione del vincolo, «accordi per regolare tra di loro i rapporti personali e quelli patrimoniali e i criteri per l’educazione dei figli». Questo nel rispetto «delle norme imperative, dei diritti fondamentali della persona» e anche «dell'ordine pubblico e del buon costume».
I contratti tra i coniugi arrivano dalla tradizione anglosassone. In Italia un tentativo era stato fatto nel 2016 con la proposta di modifica all'articolo 162 del codice civile a firma di Alessia Morani (Pd) e Luca D'Alessandro (Ala). 

Ora tocca all'Esecutivo gialloverde, su pressione del Movimento 5 Stelle rispetto alla Lega che ha da sempre «una visione più tradizionale» della famiglia. Il disegno di legge modificherebbe anche la questione dell'eredità, consentendo di stipulare «patti sulle successioni tra due o più soggetti con cui si di dispone della propria successione», o i patti con cui un futuro erede «dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta».

 

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