FACT-CHECKING

Gli account inattivi di Renzi, Salvini e Di Maio

David Puente, Valerio Berra - 05/02/201914:49Aggiornato 05/02/2019 16:16

In esclusiva per Open, il CNR di Pisa ha svolto uno studio approfondito sui follower di una lunga lista di account del mondo politico italiano. Oggi ci occuperemo di Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Matteo Renzi

Il 15 gennaio ci eravamo occupati del tweet di Debora Serracchiani, deputata del Partito Democratico, dove accusava Matteo Salvini di possedere «oltre 306mila profili falsi che lo seguono su Twitter». Un articolo di fact-checking che non poteva affatto concludersi in quel modo, anche in vista di future analisi in occasione delle prossime elezioni europee. In esclusiva per Open, il CNR di Pisa ha svolto uno studio approfondito sui follower di una lunga lista di account del mondo politico italiano. Oggi ci occuperemo di Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Matteo Renzi, tre big della sfera politica e social in Italia.

Serena Tardelli e Michele Mazza, due dei giovani ricercatori guidati da Maurizio Tesconi, responsabile del gruppo di ricerca Web Application for the Future Internet dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa, attraverso il loro «classificatore» hanno analizzato i follower di 22 account Twitter - lista fornita da Open - per una somma totale pari a 11.192.658 account, individuando tra questi quelli che vengono considerati «fake», «inattivi» e «umani». Questi non vanno confusi con i «bot», che andremo a trattare in un secondo momento.


Matteo Salvini

Uno dei più commentati e sottoposto alla lente di ingrandimento da analisti ed esperti del settore in particolar modo per la cosiddetta «Bestia», un software che verrebbe utilizzato dallo spin doctor del ministro dell'Interno, Luca Morisi, per la comunicazione social della Lega. Nello studio del CNR di Pisa, ottenuto da Open il 30 gennaio 2019, sono stati sottoposti dal «classificatore» 924.561 followers sui circa 966 mila (oggi tocca i 975 mila).

Circa il 20% dei follower vengono considerati utenti «umani», per un totale di 181.258 account, gli «inattivi» risultano un’abbondante 75%, precisamente 697.744 account, mentre il restante 5% vengono riconosciuti come «fake», pari a 45.559 account.

Essendo gli utenti «inattivi» coloro che non interagiscono da un lasso di tempo prefissato nello studio, il CNR di Pisa ha fatto un ulteriore analisi mettendo in pasto al «classificatore» 965.567 followers individuando tra questi quanti potrebbero essere considerati «umani» e quanti «fake». Il totale, ottenuto sommando tutti gli insiemi, è di 646.006 «umani» (67%) e 319.561 «fake» (33%).

 

Luigi Di Maio

Per quanto riguarda il vicepremier Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono stati analizzati 467.993 followers su circa 491 mila (oggi tocca i 497 mila).

Circa il 24% dei follower vengono considerati utenti «umani», per un totale di 110.692 account, gli «inattivi» risultano il 70% del totale (327.286 account), mentre il restante 6% vengono riconosciuti come «fake», pari a 30.015 account.

Classificando ulteriormente gli utenti «inattivi» e sommandoli agli altri due insiemi (analizzando un totale di 491.703 follower), otteniamo un totale di 329.047 account «umani» (67%) e 162.656 «fake» (33%). Percentuali identiche a quelle del collega vicepremier Salvini, ma diverso in numeri assoluti.

 

Matteo Renzi

Tra i tre big quello dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi è risultato il più corposo messo in pasto al «classificatore»: 3.255.489 followers su circa 3.358.474 (oggi tocca i 3.358.204 ottenendo un piccolo calo di 270 follower).

Solo il 9% dei follower analizzati sono stati classificati come «umani», per un totale di 287.192 account, contro un blocco del 90% considerati «inattivi» (2.915.803 account) e un restante 1% di «fake» (52.494 account).

Classificati ulteriormente gli «inattivi» e sommati agli altri due insiemi (su un totale di 3.356.447 followers), Matteo Renzi avrebbe un totale di 2.761.673 follower «umani» (82%) e 594.774 «fake» (18%).

 

Conclusioni

Tra i tre, Luigi Di Maio è iscritto a Twitter dal mese di giugno 2009 ed è da meno tempo nella sfera politica del Paese. Anche Matteo Renzi è iscritto a Twitter da gennaio 2009, ma opera sui social in maniera costante permettendogli di raggiungere risultati maggiori rispetto agli altri due. Matteo Salvini è iscritto a Twitter solo da marzo 2011, ma rispetto ai due ha avuto un arco di crescita maggiore. Il dato prevalente risulta essere il numero elevato di utenti inattivi. Le poche interazioni rilevate ci fanno comprendere quanto effettivamente sia minore il numero degli utenti italiani attivi su Twitter rispetto al totale degli iscritti, ad oggi pari a 8 milioni secondo dati Audiweb. Se si vuole parlare di attività politiche sui social, e in particolare considerare eventuali riflessi sui trending topic di Twitter, bisognerebbe porre l'attenzione sul numero reale di utenti che interagiscono davvero.

Open, in collaborazione e in esclusiva con il CNR di Pisa, ha analizzato altri 19 account Twitter della sfera politica italiana. Nei prossimi giorni pubblicheremo ulteriori analisi, ma a scegliere i protagonisti saranno gli utenti tramite un sondaggio sui canali Facebook e Twitter di Open.

 

Glossario

Account inattivi: utenti che nella loro timeline hanno fatto meno di 3 post (<3) oppure che non hanno postato tweet da almeno 90 giorni.

Account fake: utenti creati per aumentare il numero di follower, si possono ottenere attraverso diversi servizi online a pagamento e non vanno confusi con i «bot».

Account bot: in breve (verrà descritto in una prossima pubblicazione più approfondita) utenti creati per interagire in maniera automatica e artificiale.

 

 

 

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