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Camusso: 30mila euro al mese di pensione e tfr da 1 milione e 800mila euro? Falso

Charlotte Matteini - 12/02/201910:57Aggiornato 12/02/2019 12:04

L'ex segretario generale della Cgil non è andata in pensione e, quando ci andrà, non prenderà affatto 30 mila euro al mese

Sono passate solo poche settimane da quando Susanna Camusso ha lasciato la segreteria generale della Cgil dopo otto anni di mandato, sostituita da Maurizio Landini, ma sono bastate a far diventare la sindacalista protagonista dell'ennesima bufala rilanciata a più non posso sul Web. «Susanna Camusso lascia dopo 50 anni con un Tfr da un milione e 800 mila euro e 30 mila euro di pensione. Tutto questo dopo aver aiutato le aziende a licenziare i lavoratori. E poi fate casino per 780 euro? Ma andate a fan c**o», si legge nel tweet divenuto virale sui social nel giro di pochi giorni.

Il tweet in origine è stato diffuso dall'utente @azzurralandia, account fan non ufficiale del Napoli, e nel giro di pochissimo ha raggiunto le 16 mila condivisioni, finendo per rimbalzare anche sulle bacheche di moltissimi utenti Facebook. In realtà, le cose non stanno esattamente come descritte da @azzurralandia soprattutto perché Susanna Camusso, pur avendo lasciato la carica di segretario generale della Cgil, non è affatto andata in pensione, men che meno la sua pensione ammonterà a 30 mila euro al mese. 

Effettivamente è vero che i sindacalisti in media hanno diritto a una pensione maggiore rispetto alla media - come denunciato dal presidente dell'Inps Tito Boeri lo scorso anno, si parla di un 30% circa in più - ma le cifre non sono assolutamente paragonabili a quelle citate nel tweet: Susanna Camusso guadagna 3.850 euro netti al mese e la sua pensione, quando lascerà definitivamente il mondo del lavoro, ammonterà a circa 4 mila euro al mese. Per quanto riguarda il Tfr, la cosiddetta liquidazione, i dati precisi non sono pubblici, ma molto difficilmente il trattamento di fine rapporto ammonterà a un milione e 800 mila euro, nonostante la lunga carriera dell'ex segretario generale, perché è parametrato agli stipendi percepiti negli anni.

Come spiega il blog Fortebraccio news, dopo l'intervento del segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil, Fabrizio Rossetti, la bufala è stata rimossa. L'utente @azzurralandia, di fronte alla minaccia di querela, ha cancellato il tweet diffamatorio e sostenuto di non essere il creatore della bufala, ma di averla solamente riportata dopo averla letta da qualche parte sui social. 

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