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I troll russi hanno aiutato la propaganda No-Vax?

Juanne Pili - 15/02/201922:46Aggiornato 15/02/2019 22:52

La risposta è sì e no: sì perché si sono infiltrati nei gruppi antivaccinisti presenti su Twitter. No perché il loro fine era un altro

La Russia potrebbe aver usato bot e troll su Twitter per fare propaganda no-vax. Lo scrive l'American Jurnal of Public Health in un documento pubblicato online nel settembre 2018. Secondo il primo firmatario della ricerca, David Broniatowski, i russi potrebbero essersi infiltrati nei gruppi antivaccinisti con un doppio fine: «È una strategia conosciuta - spiega Broniatowski - Una volta entrati, cominciano a introdurre nuovi temi e argomenti utili alla propaganda russa».

I troll usano i gruppi e le cerchie di utenti per raccogliere follower. Il loro obiettivo è farsi ritwittare dal maggior numero di persone per diffondere gli argomenti funzionali alle politiche di Mosca, comprese le cosiddette «fake news», ovvero le bufale usate dalla politica. Da questo punto di vista, la propaganda no-vax è perfetta: i contenuti realizzati dagli antivaccinisti diventano facilmente virali e riescono a eludere la "censura" dei principali social network come Facebook e Youtube (lo avevamo spiegato in un precedente articolo). La pervasività di questi contenuti si è dimostrata funzionale agli interessi politici di diversi movimenti emergenti, che fanno leva sulla sfiducia dei cittadini verso i cosiddetti «poteri forti», compresi gli scienziati.

Legare la presunta azione dei troll russi ai focolai di morbillo che hanno colpito diversi Paesi o al proliferare delle associazioni no-vax (anche in Italia) potrebbe essere azzardato: le teorie no-vax riescono ad attecchire e a diffondersi anche senza l'intervento dei Governi stranieri. D’altro canto l’eventualità che la Russia possa aver utilizzato i dibattiti nei social network per incrementare la polarizzazione, appoggiando così movimenti che incitano all’odio o alla sfiducia verso i medici, non va presa sotto gamba. 

Durante il lavoro dei ricercatori è stato seguito anche un particolare hashtag: «#VaccinateUS», apparso 25 volte nei tweet di noti account troll russi già identificati dalla Nbc News, che attestano un' interferenza russa nella politica americana. Sarebbero infatti almeno 200 mila i tweet creati da troll russi ed eliminati da Twitter. Una delle strategie maggiormente utilizzate da bot e troll è quella di produrre tanti tweet coi medesimi temi, facendo salire il trend della discussione. Spesso i messaggi contro i vaccini si sposano con altri contenuti cospirazionisti, quasi sempre focalizzati su presunti complotti segreti da parte dei governi.

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