FACT-CHECKING

Armando Lippolis e i vaccini «che fanno venire malattie autoimmuni»

Juanne Pili - 28/03/201907:04Aggiornato 28/03/2019 07:33

Tornano a circolare le tesi su una presunta correlazione tra vaccini e malattie autoimmuni. Uno dei sostenitori è il dottor Armando Lippolis che si definisce un «ricercatore in medicina non convenzionale», le sue argomentazioni infatti non sono riconosciute dalla comunità scientifica, ecco perché

Il dottor Armando Lippolis nel suo blog personale si definisce «ricercatore in medicina non convenzionale». In un post pubblicato il 24 giungo 2017 riporta una lettera a La Stampa in cui critica il modo in cui il giornale ha trattato una notizia riguardante un bimbo morto di otite, al quale vennero somministrati solo rimedi omeopatici. Stando a quanto riporta, «per chi come me ha esperienza in questa disciplina medica, appariva chiaro che l’intento dell’articolista era quello di screditare l’omeopatia come possibile forma terapeutica».

«Infatti - proseguiva la lettera - la responsabilità del decesso non era l’omeopatia, ma andava attribuita in toto al medico che ne ha fatto un uso inadeguato, dimostrando di non conoscerne i limiti». Effettivamente, stando alle conoscenze scientifiche l’omeopatia non ha nessun effetto concreto, se non attraverso le suggestioni che danno luogo all’effetto placebo, quindi non può causare direttamente dei decessi, ma se usata al posto delle terapie che hanno dimostrato di funzionare, può portare a tragedie come quella citata da Lippolis.

Armando Lippolis sull'omeopatia

Più recentemente, il 4 febbraio 2019, Lippolis prosegue la sua attività epistolare con una lettera indirizzata alla ministra Grillo, a Roberto Burioni e Walter Ricciardi, in cui spiega che gli articoli su cui si fondano le sue convinzioni sui vaccini si trovano su Pubmed e Medline. Questi però sono siti aggregatori che prescindono dalla qualità dei dati pubblicati, senza eseguire una selezione mediante ulteriore peer review (revisione da parte di esperti) dei contenuti, di cui spesso viene riportato solo un abstract, ovvero una sorta di sunto iniziale.

Armando Lippolis sugli articoli scientifici

Lippolis non le manda a dire. Di «fesserie» secondo lui ne scrivono anche quelli che hanno posizioni critiche sui vaccini. Il sito AltroGiornale riporta un suo articolo dal titolo «Chiarezza sui rischi Vaccinali – Dott. Lippolis Armando». Nell’articolo a lui attribuito Lippolis sostiene quanto segue:

A parte i rischi di tossicità dei vari eccipienti, in particolare dei vari metalli, alluminio e mercurio, entrambi quasi sempre presenti, ufficialmente riconosciuti come neurotossici, il vero e reale rischio dei vaccini, nessuno di essi escluso, è quello di indurre, in soggetti geneticamente predisposti, per avere un particolare codice genetico denominato HLA.

Ma - tiene a precisare - la sua non sarebbe una mera «conoscenza teorica», lui infatti si occuperebbe di patologie autoimmuni da 20 anni, assieme a un centinaio di altri colleghi.

Vi chiedo un minimo di attenzione perché chi vi sta scrivendo si occupa di patologie autoimmuni da circa 20 anni assieme ad oltre un centinaio di medici di tutta Italia. Quindi la mia non è solo una conoscenza scientifica teorica, ma sperimentata nelle centinaia di pazienti autoimmuni trattati da me e vari colleghi su queste conoscenze immunopatologiche, cioè di patologie create dallo stesso sistema immunitario, ritenuto, ancora per grave ignoranza dei medici, preposto solo alla nostra difesa contro germi patogeni.

L'articolo di Lippolis su AltroGiornale

Il curriculum vitae di Lippolis: analisi delle competenze

Torniamo al suo blog personale, su cui ha pubblicato il proprio cv, vantando tre lauree, nessuna in grado di renderlo sufficientemente competente in patologie autoimmuni. Ci chiediamo quindi come abbia svolto i suoi studi immunologici in questi 20 anni e in quali riviste scientifiche li abbia pubblicati.

LAUREA IN CHIMICA conseguita presso l’Università di Torino l’11/3/1966

LAUREA IN FARMACIA conseguita presso l’Università di Torino il 17/7/1972

LAUREA IN ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA conseguita presso l’Università di Torino il 26/11/ 1981

RELATIVE ABILITAZIONI ALL’ESERCIZIO DELLE RISPETTIVE PROFESSIONI

Esperienza di un anno presso un laboratorio chimico di analisi chimiche industriali

Farmacista per circa 13 anni presso alcune note farmacie torinesi.

Proseguendo nella lettura del cv, troviamo diversi attestati in discipline pseudoscientifiche (così vengono chiamate tutte le pratiche non supportate dagli studi scientifici), quali la Omotossicologia, l’Organometria funzionale, la Neuralterapia, la Kinesiologia applicata. Lippolis elenca anche vari attestati di frequenza in corsi di omeopatia. E finalmente troviamo qualcosa che può aiutarci a capire meglio cosa intende quando afferma di essere esperto di immunologia: avrebbe infatti conseguito un attestato di partecipazione a un corso triennale di Immunologia e immunofarmacologia omeopatica, presso il Nobile collegio omeopatico

Il Cv di Lippolis

Per completezza riportiamo anche la parte conclusiva del cv:

INTERESSI ANCHE NEL CAMPO DELLE SCIENZE ALCHEMICO-ESOTERICHE - Oltre a svolgere la professione odontoiatrica, dedico alcune ore settimanali alla cosiddetta Medicina non convenzionale, soprattutto per verificare la validità della stessa in rapporto anche alle conoscenze mediche ufficiali attualmente disponibili nell’ambito della ricerca mondiale. Ritengo infatti che la Medicina debba essere unica sulla base di una concordanza di aspetti che vanno ritrovati e verificati.

Fact checking delle affermazioni di Lippolis su AltroGiornale

Analizziamo ora le principali argomentazioni riportate da Lippolis in modo da farci un’idea di quanto possano essere supportate scientificamente, intendendo con questo gli studi pubblicati su riviste di settore che li sottopongono a peer review. Cominciamo dall'elenco delle malattie autoimmuni riportate nell'articolo:

Patologie autoimmuni tra le più varie, come diabete tipo 1 e 2, sclerosai multipla, sindrome da antifosfolipidi, sclerosi multipla, epatiti autoimmuni, autismo, SLA, ecc. ecc., al pari degli stessi germi allo stato selvatico.

La storia dei metalli pesanti nei vaccini si è rivelata essere da tempo infondata, anche perché questi metalli sono presenti in quantità irrisorie tali da non poter avere effetti rilevanti. Studi che ne riportano la presenza, spesso non tengono conto del fatto che si tratta di dati banali e riscontrabili ovunque, come spiega molto bene anche il medico e debunker Salvo Di Grazia: «Non esiste sostanza, oggetto o luogo al mondo che non possa contenere nanoparticelle (di questo si parla, particelle piccolissime). Non esiste zona al mondo priva di piccolissime particelle, nemmeno una sala operatoria o una camera sterile, anche gli oggetti che usiamo ogni giorno le contengono e le rilasciano. Se per esempio si utilizza una siringa per prelevare il contenuto di una fiala, analizzandolo, si troveranno molto probabilmente nanoparticelle di acciaio provenienti dall'ago».

Lippolis va oltre sostenendo che i vaccini possono indurre - in soggetti geneticamente predisposti - modifiche a quello che definisce «un particolare codice genetico denominato HLA», portando quindi a varie patologie autoimmuni. Si tratta dell’antigene leucocitario umano, interessa il punto in cui i geni codificano le proteine responsabili della gestione del nostro sistema immunitario.

Da quanto detto, in conclusione, anche i vaccini, attivando anch’essi anticorpi che, in soggetti HLA predisposti, possono divenire autoanticorpi per mimetismi molecolari, in caso di vaccinazioni di massa daranno luogo, non ad epidemie infettive attualmente estremamente improbabili, ma sicuramente ad epidemie di malattie autoimmuni tra le più varie come si può osservare dagli incrementi epidemici di malattie autoimmuni da quando sono iniziate le vaccinazioni di massa.

Lippolis non fornisce statistiche a supporto delle tesi sull'incremento delle malattie autoimmuni, né studi che accertano un collegamento tra queste e i piani vaccinali. Inoltre, per qualche ragione che fatichiamo a comprendere, Lippolis cita un presunto incremento dei casi di autismo: oltre a non essere una malattia, men che meno autoimmune, non è ancora noto quale ne sia la causa, per quanto abbiamo ragione di pensare che giochino un ruolo importante i fattori genetici.

Basti considerare solo il drammatico incremento di pazienti autistici passati dal 1950 da 1 su 10.000, al 1980 ad 1 su circa 1330 nati, ad oggi, 1 su circa 60/80 ad essere ottimisti. Di questo passo nel 2030/40 ce ne sarà 1 su 2.

Anche sull'incremento dei casi di autismo non viene citata nessuna statistica, né studi che dimostrano un collegamento di causa-effetto. Mentre invece esistono verifiche sistematiche (riguardanti la messa al vaglio della letteratura medica) che ci dicono l'opposto: non c'è nessun collegamento tra vaccini e incidenza dei casi di autismo

Alla fine dell'articolo viene citato uno studio che a sua volta ne cita altri tre, di cui uno firmato da Yehuda Shoenfeld. Tra i principali sostenitori della tesi in base alla quale i vaccini provocherebbero malattie autoimmuni c’è proprio Shoenfeld, autore di diversi studi riconosciuti come «pseudoscientifici», e creati appositamente per supportare cause legali contro i vaccini.

Tutte le tesi che pretendono di collegare i vaccini a reazioni autoimmuni sono state già smentite da tempo attraverso numerosi studi scientifici, pubblicati in riviste di settore. Parliamo anche di revisioni sistematiche, come quella eseguita dall'Institute of medicine nel 2001, escludendo ogni collegamento.

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