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La disinformazione di SocialTV e il voto sul Revenge Porn

David Puente - 12/04/201911:19

In un video, pubblicato nella pagina Facebook di SocialTV Network, Bodgan Tibusche accusa Laura Boldrini di ipocrisia e Bianca Berlinguer di essere una ignorante a seguito della loro discussione durante la trasmissione Cartabianca sul Revenge Porn, ma non spiega affatto come sono andate realmente le cose

L'undici aprile 2019 la pagina Facebook di SocialTV - di cui abbiamo ampiamente parlato in un articolo precedente - pubblica un video in cui si sostiene che Laura Boldrini si sia astenuta durante il voto finale per l'introduzione del reato di Revenge porn. L'obiettivo di Bogdan Tibusche è quello di criticare la RAI di Marcello Foa e in particolare la trasmissione Cartabianca sostenendo che la conduttrice, Bianca Berlinguer, sia una «ignorante» avendo lasciato parlare senza contraddittorio Laura Boldrini siccome si «vantava» in maniera «ipocrita» dell'introduzione del reato «senza averlo votato».

Descrivendo la situazione, il gestore di SocialTV non spiega bene la differenza tra il voto dell'emendamento sull'introduzione del reato e quello per l'intero DDL «Codice Rosso», come se quest'ultimo trattasse solo ed esclusivamente il tema caro a Laura Boldrini. Il disegno di legge, infatti, comprende altre fattispecie di reato e funzionalità che però sono state criticate e discusse in quanto alcuni parlamentari ritengono non possano essere efficaci quanto dovrebbero.

L'astensione al DDL e perché

Tibusche, a sostegno della sua tesi, mostra agli utenti il voto finale del 3 aprile 2019 sul Ddl «Modifiche al codice di procedura penale: disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere» attraverso il sito OpenParlamento. Laura Boldrini, in effetti, si era astenuta.

Il voto finale del DDL «Codice Rosso» dove Laura Boldrini si è astenuta

Ricordando ai lettori che l'astensione non equivale a un voto contrario, in realtà non c'è stata alcuna scoperta sconvolgente. Il gestore di SocialTV sostiene di aver impiegato 3 minuti per fare «giornalismo» rispetto a Bianca Berlinguer o a «Mamma Rai», ma impiegando meglio il tempo avrebbe potuto trovare un'intervista rilasciata il 27 marzo 2019 a Milleunadonna.it dove spiegava - giorni prima del voto finale - i perché della sua decisione di astensione:

Cinzia Marongiu: «Che cosa non va nel disegno di legge “Codice Rosso”?»

Laura Boldrini: «Questa legge si propone di offrire una corsia preferenziale per i processi sui maltrattamenti e sullo stalking, oltre che di aumentare le pene per i reati di violenza nei confronti delle donne. Insomma, si vorrebbero abbreviare i tempi. Peccato che non si investa nemmeno un centesimo per consentire agli uffici giudiziari di avere una tabella di marcia più veloce. Ora come ora non sono in grado: mancano gli strumenti, le strutture, il personale. Il “Codice Rosso” rischia di essere un flop: non avrà l’impatto che pretende di avere ma in compenso avrà illuso tante vittime»

Cinzia Marongiu: «Come voterà?»

Laura Boldrini: «Ogni proposta che mira a tutelare la sicurezza delle donne mi troverà sempre d’accordo ma in questo caso ho deciso di astenermi. Purtroppo non sono state investite risorse sulla sicurezza delle donne. Non sarebbe serio da parte mia perché i provvedimenti a costo zero sono destinati a fallire. Condivido l’esigenza ma non il modo di attuarla. Tra l’altro non è realistico, come invece prevede il disegno di legge, che la Procura abbia tre giorni di tempo per sentire la vittima che denuncia: bastava ragionare in termini di urgenza, senza dare il termine perentorio di tre giorni.»

L'emendamento sul Revenge Porn

Che Laura Boldrini si sia impegnata per l'introduzione del reato sul Revenge Porn non c'è dubbio. Ricostruendo brevemente il percorso legislativo, durante la discussione in Parlamento erano stati presentati due emendamenti con lo stesso obiettivo: il primo proposto da Forza Italia, Partito Democratico e Liberi e Uguali - bocciato da Lega e Movimento 5 Stelle - mentre il secondo proposto da Stefania Ascari del M5S. Quest'ultimo - il numero 1.500 - è stato approvato all'unanimità con il voto del 2 aprile 2019, dove anche Laura Boldrini aveva votato a favore . Possiamo verificarlo usando lo stesso servizio citato da SocialTV, Openparlamento:

Il voto dell'emendamento che introduce il reato, con il voto favorevole di Laura Boldrini

Lo stesso 2 aprile 2019, Laura Boldrini festeggiava il risultato raggiunto dal Parlamento in un post Facebook:

Sono molto contenta che #Lega e #5Stelle abbiano riconosciuto l’errore della scorsa settimana e oggi hanno votato in Aula l’emendamento per introdurre il reato di #RevengePorn

Combattere questo odioso fenomeno non è una questione di appartenenze politiche ma di civiltà.

Questa è una vittoria che dedico a Insieme in rete I sentinelli di Milano e Bossy che hanno promosso una petizione su Change.org, alle 120.000 persone che l’hanno firmata e a tutti coloro che si impegnano per un uso responsabile e consapevole del web

Conclusioni

SocialTV, attraverso il video intitolato su Youtube «RaiFogna e l'ipocrisia di Laura Boldrini. E nessuno fiata», non fornisce all'utente una corretta informazione evitando di spiegare in cosa consiste il singolo emendamento rispetto al disegno di legge «Codice Rosso», il quale contiene al suo interno altri interventi legislativi condivisibili o meno da qualunque dei 461 parlamentari che avevano votato a favore dell'introduzione del reato sul Revenge Porn. Quest'ultimo è stato voluto e introdotto anche grazie al voto favorevole di Laura Boldrini, voto che è stato ignorato dal servizio di SocialTV per sostenere il contrario e senza riportare, come si dovrebbe se si vuole fare giornalismo, le motivazioni della sua astensione al voto finale del DDL.

 

 

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