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«Asmr», così brividi e sussurri hanno conquistato YouTube

Juanne Pili - 05/02/201906:37

I video con rumori e sensazioni sono un genere sempre più ricercato e un fenomeno social che fa gola anche alle aziende. Come si spiega tutto questo successo? Ne parliamo con gli youtuber Marco Delli Zotti, Barbaroffa e Victorlaszlo88

Generalmente quando pensiamo ad un video «Asmr» la prima cosa che ci viene in mente è una ragazza che sussurra davanti ad una videocamera, ma l'effetto ricercato che dà nome a questo genere può essere ottenuto anche generando rumori che generano relax, magari mentre si stropicciano dei tessuti. Altri video che possono essere associati al genere sono quelli in cui vengono fatti vedere gesti o meccanismi regolari che restituiscono una sensazione di soddisfazione in chi guarda, come gli «odd sadisfaction». C'è anche chi si filma mentre mangia, facendo sentire il rumore dei morsi e della masticazione.

Non è solo una questione di mero relax. Per «Asmr» si intende letteralmente una sensazione definita «risposta autonoma del meridiano sensoriale». Viene descritta come un formicolio o calore che parte dalla base del collo fino a dietro la nuca e in certi casi alle spalle. I ricercatori si chiedono tutt’oggi se l'«Asmr» vada considerata sempre una sensazione spiegabile con l’effetto placebo, oppure una diretta risposta a uno stimolo.

Ad ogni modo, il fenomeno in sé esiste, è molto diffuso ormai anche in Italia, raggiungendo prima ancora degli scienziati gli interessi di diverse aziende. Open ha deciso di indagare insieme a tre personaggi che conoscono molto bene la comunità italiana dei creatori di YouTube, ognuno attraverso passioni e competenze diverse: gli youtuber Arnaldo Pangia (Barbaroffa), Mattia Ferrari (victorlaszlo88) e Marco Delli Zotti (Psico-Soma).

Marco Delli Zotti: le conoscenze neurologiche sul fenomeno

Marco Delli Zotti (Psico-Soma) è un medico, specializzando in neurologia e consulente dei canali divulgativi di EduTube Italia. Ha cominciato a interessarsi all'«Asmr» scoprendo che esistono già studi scientifici in merito, per quanto ancora molto pochi

Sembrerebbe esistere un sottile confine con quello che conosciamo come effetto placebo.

«Gli studi in merito sono ancora pochi, si tratta di una materia di frontiera che riguarda i nostri rapporti tra mente e corpo. Il sospetto che possa trattarsi di un placebo deriva dal fatto che non tutti risultano responsivi, non basta ascoltare dei sussurri in un video per provare automaticamente esperienze «Asmr». Il senso di rilassamento e i benefici concreti nell’umore testimoniati, ricordano gli effetti di certi farmaci prescritti per alcuni problemi psichiatrici». 

Esistono collegamenti con altri fenomeni?

«Diversi collegamenti sono stati fatti con la sinestesia. Si tratta di un'associazione di due percezioni distinte: se pensiamo a una temperatura, con la sinestesia possiamo collegare un colore al caldo, lo stesso si può fare tra lettere dell’alfabeto e i colori. Così una esperienza «Asmr» potrebbe essere la rappresentazione del suono che si sente, ma si tratta solo di ipotesi ancora da verificare. Altri fenomeni che possono dare luogo a effetti psicologici sono i rumori bianchi (alcuni neonati ad esempio tendono a calmarsi se vengono sottoposti a questo tipo di suoni, come quello di un'aspirapolvere accesa al massimo), oppure guardare video di «odd sadisfaction», ovvero filmati dove vengono mostrate scene in cui compiti complicati vengono eseguiti perfettamente, cosa che genera in molte persone un senso di rilassatezza e soddisfazione».

Perché la neurologia dovrebbe interessarsi a questo fenomeno?

«Studiare le esperienze «Asmr» potrebbe aiutare diversi pazienti sottoposti a determinate cure psichiatriche, come quelle sugli attacchi di panico cronici. Del resto abbiamo anche il rischio di sviluppare delle dipendenze psicologiche, proprio come con l’abuso di certe sostanze».

Barbaroffa: Asmr e il business dei suoni piacevoli

Arnaldo Pangia (Barbaroffa) come gli amici Synergo e Redez , è un veterano della community di YouTube Italia. Come tale non è rimasto indifferente all'esplosione del genere «Asmr», anche se ancora non se n'è occupato nei suoi video, ci ha fornito un'analisi molto lucida del fenomeno.

Come si spiega il successo di questo genere di contenuti su YouTube?

«Il punto è che su YouTube esistono tante cose che vanno direttamente a stimolare ciò che piace alle persone. Molti articoli anche su media americani stanno usando un concetto ben preciso (forse impropriamente): quello di "dopamina". Così quando sui social senti dei rumori interessanti premendo un pulsante pensi, "Wow! dà soddisfazioni".Il fenomeno può essere riassunto banalmente come "piacevole", ed è confezionato in un modo che possa essere fruibile. Questa è forse la cosa più interessante che si discosta dalla Tv che ha ovviamente bisogno di palinsesti. Su YouTube il palinsesto lo fa chi guarda».

Ascolta il podcast dell'intervista integrale a Barbaroffa

Victorlaszlo88 e le scene «Asmr» (inconsapevoli) nel cinema

Mattia Ferrari (victorlaszlo88) è riuscito a costruirsi un largo seguito su YouTube coltivando la sua passione: parlare di cinema. Ha realizzato con «Asmr With Saha», una rassegna di scene cinematografiche dove vengono riportati momenti «Asmr inconsapevoli». Un esempio? La scena di «C'era una volta in America» in cui Robert De Niro gira un un cucchiaino in una tazza.

Sono questi momenti «Asmr» a rendere scene come quella citata facili da imprimere nella memoria?

«In realtà la colonna sonora c'è ed è proprio il rumore del cucchiaino. Questo perché Sergio Leone ed Ennio Morricone erano convinti che anche i rumori fossero colonna sonora, ed è verissimo. L'esempio più palese di questo ragionamento è l'inizio di C'era una volta il West, dove si sentono solo i rumori della stazione. Persino George Lucas chiese a Leone e Morricone i loro suoni».

Ascolta il podcast dell'intervista integrale a Victorlaszlo88

Il business dietro i video «Asmr»

Prima ancora che neurologi e psicologi cominciassero a esplorare la frontiera Asmr, si è creato nel mondo un vero business che coinvolge diversi influencer. Come per tutti gli altri generi popolari in rete, solo una minima parte di loro consegue guadagni cospicui, tramite il sistema di monetizzazione dei contenuti di Google Adsense o mediante vere e proprie agenzie di partenariato, che fungono da tramite con YouTube per la gestione dei compensi e delle collaborazioni.

In un’inchiesta pubblicata nel giugno 2018 dalla Bbc si scava in questa nuova frontiera del business online, fatto di video dai sussurri e dai suoni particolari, quasi ipnotici. Una delle influencer di maggior successo nella community di lingua inglese è Olivia Kissper. Sono diverse le performance che compie davanti alla videocamera, «sussurra nel microfono, picchietta le unghie sugli oggetti, accarezza i pennelli sulla fotocamera, increspa delle confezioni e mangia anche sullo schermo». Olivia in questo modo ha esteso la sua nicchia di utenti raggiungendo i 294 mila iscritti.

Cosa c'entrano Ikea e Kfc con i video «Asmr» ?

Se proviamo a fare una ricerca su YouTube con la parola chiave «Asmr», possiamo perderci tra più di dieci milioni di risultati. Si stima che i video più seguiti siano stati visualizzati più di venti milioni di volte. Tenendo conto degli spazi pubblicitari possiamo farci un’idea dei guadagni. Ovviamente si tratta di eccezioni, come per tutti i generi che possiamo trovare sul Tubo, solo pochi riescono a raggiungere un seguito tale da trasformare la propria passione in un lavoro. L'«Asmr» può racchiudere diversi «sottogeneri», come i già citati video di «odd sadisfaction». In questo filone di immagini dai meccanismi perfetti e in un certo modo "soddisfacenti" si è inserita anche Ikea, col suo «oddly Ikea».

Stando ai risultati registrati dall’azienda svedese, il video è divenuto in breve tempo virale, ad oggi conta oltre due milioni di visualizzazioni, con un aumento delle vendite correlato pari al 4,5% nei negozi e al 5,1% online. Altre aziende si sono interessate al genere, compresa la catena di fast food Kfc.

Quanto guadagnano le star dell'«Asmr»?

Secondo una ricerca pubblicata su Business Insider nel luglio 2018, un canale «Asmr» come GentleWhispering può arrivare a guadagnare con gli spazi pubblicitari fino a 130 mila dollari all’anno. Altri influencer, come Massimo Tarantelli (ASMR Barber), hanno dichiarato di percepire duemila dollari al mese. Molti di questi professionisti generano introiti con attività correlate: sponsorizzazioni, raccolte di donazioni tramite Patreon, eccetera.

 «Asmr» dal vivo

Il genere non si limita ai video. A Brooklyn ha avuto successo un salone chiamato Whisperlodge, dove i clienti pagano dai 90 ai 120 dollari per avere un’esperienza  «Asmr», mediante vere e proprie scene realizzate da un cast di artisti specializzati nel provocare questa particolare sensazione. Il salone ha anche un notevole seguito online. 

 

Per approfondire:

Inchieste giornalistiche

Star Asmr in Italia e all'estero

Letteratura scientifica essenziale

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