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Milano-Cina, aspettando il capodanno tra i giovani di via Sarpi

Henry Albert, Emma Bubola - 10/02/201907:34Aggiornato 20/02/2019 15:24

Alla vigilia della celebre parata della domenica, Open ha incontrato le nuove generazioni di cinesi cittadini, per capire cosa rappresenta per loro la Festa di Primavera

Via Paolo Sarpi freme in questi primi giorni di febbraio. Gli anziani di quella che è spesso chiamata la Chinatown di Milano ricordano i capodanni che hanno passato in Cina e sono determinati a rendere la sua versione italiana altrettanto sfarzosa. Il 10 febbraio è il giorno della parata, il quinto dei sedici del Capodanno Lunare, la Festa di Primavera di tutte le comunità cinesi nel mondo iniziata il 5 febbraio. I bambini di Sarpi sfileranno insieme a gruppi di ballerini venuti da Pechino e danzeranno la danza del leone, che rappresenta il Nian, demone malvagio che esce durante la Festa di Primavera per attaccare le sue vittime.

Il Nian è sensibile ai rumori troppo forti e odia il colore rosso. Per scacciarlo e scongiurare il malaugurio per il resto dell’anno, uomini e donne battono forte su tamburi di legno e cuoio e indossano giubbe di velluto rosso ricamate d’oro. Il 2019 promette bene: è l'anno del maiale, simbolo di fortuna e prosperità.

In Paolo Sarpi, dove vivono le più numerose comunità cinesi d’Italia abita anche chi ha visto volare draghi di carta solo nel cielo plumbeo di Milano, né ha mai visto il nuovo anno sorgere a Oriente. Per alcuni, la parata di febbraio ha sempre e solo calcato il pavé milanese, la Cina è la storia della loro famiglia e l’Italia quella dei loro figli.

Alcuni, tra i giovani di Chinatown faticano a leggere gli ideogrammi di buon augurio in mandarino, mangiano ravioli e maiale con la famiglia a febbraio ma hanno già celebrato il 31 dicembre con le bollicine e gli amici italiani. Open ha incontrato le nuove generazioni di Paolo Sarpi, per capire cosa succede per loro i primi di febbraio.

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