IL MONDO

Il disimpegno di Trump: via i militari anche dall'Afghanistan

21/12/201800:35

Dopo il ritiro dalla Siria, gli Usa annunciano il rientro di 7mila soldati da Kabul. Si dimette il segretario della Difesa James Mattis

Gli Stati Uniti ritireranno 7mila soldati dall'Afghanistan, dimezzando la presenza dei militari nel Paese, dove è ancora in corso una guerra cominciata nel 2001. La conferma, scrive il New York Times, arriva da due ufficiali della Difesa americana a poche ore dall'annuncio del ritiro delle truppe dalla Siria. La mossa di Trump ha avuto delle conseguenze. Prima che la notizia del rientro dei soldati dall'Afghanistan fosse diffusa, il generale dei Marines James Mattis ha annunciato le sue dimissioni dalla carica di segretario della Difesa del Governo Trump a partire da febbraio. 

Mattis lascia in aperto contrasto con la politica estera del presidente. Il ritiro delle truppe dalla Siria, al quale l'ex segretario si è sempre opposto, è stata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ieri pomeriggio ha chiesto un ultimo incontro alla Casa Bianca nel tentativo disperato di bloccare la decisione. Non è servito. Poche ore dopo il Pentagono ha pubblicato la lettera di dimissioni di Mattis. 

Come scrive il Corriere della Sera, Mattis era considerato un interlocutore affidabile dagli alleati europei della Nato. Ed è proprio agli alleati che il generale ha fatto riferimento nella sua lettera di dismissioni: "I miei valori fondamentali - ha scritto - sono il rispetto degli alleati e l'approccio risoluto nei confronti dei paesi con obiettivi strategici in tensione con quelli degli Usa". Mattis ha chiamato in causa direttamente Russia e Cina, accusandole di voler "plasmare un mondo in linea con il loro modello autoritario, a discapito dei loro vicini, dei nostri alleati e degli Stati Uniti. Il presidente - conclude - ha il diritto di avere un segretario della difesa con opinioni più allineate su questi e altri argomenti".

Mattis era molto apprezzato dalle forze armate americane ed era considerato uno dei pochi membri dell'amministrazione Trump in grado di tenere testa al presidente. I rapporti tra i due, però, si erano già logorati da tempo, per il protrarsi degli scontri sul ruolo e la presenza degli Stati Uniti oltreoceano. Ad ottobre il presidente lo aveva definito "una specie di democratico", e aveva lasciato intendere che avrebbe potuto lasciare il posto da lì a poco.

La profezia si è avverata. La decisione di ritirare le truppe dalla Siria (e dall'Afghanistan) è stata presa da Trump in tempi rapidi e senza preavviso, non ne era a conoscenza nemmeno l'Onu, come ha dichiarato il portavoce Stéphane Dujarric. Il successore di Jim Mattis sarà annunciato in settimana.  

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