IL MONDO

Tsunami in Indonesia, onde alte 20 metri, centinaia di morti, dispersi e feriti

23/1207:41Chiara Piselli

Si cercano ancora decine di dispersi. Il concerto dei Seventeen è divenuto il simbolo della catastrofe. A provocare il maremoto potrebbe essere stata l'eruzione del Krakatoa e le conseguenti frane sottomarine

È uno scenario di devastazione totale quello lasciato dal passaggio dello tsunami sulle coste dell'Indonesia, tra le isole di Giava e Sumatra. Luoghi piegati dalla furia di un'onda anomala alta 20 metri. Una violenza di una energia impressionante che ha sradicato e spazzato via qualunque cosa incontrasse sul suo cammino. I danni sono incalcolabili. Ma il prezzo più grosso che l'Indonesia sta pagando è quello relativo alla perdita di vite umane. Sono almeno 220 le persone uccise dal maremoto, 850 quelle ferite. Uno tsunami di dimensioni imponenti che ha inghiottito cose e persone nel giro di una manciata di minuti. Ogni ora che passa va a smorzare le già deboli speranze di trovare qualcuno ancora vivo tra le decine di persone che mancano all'appello.

 

Il concerto interrotto dei Seventeen è divenuto il simbolo di questa tragedia. Le immagini viste sui display di tutto il mondo spiegano quello che è accaduto meglio di qualunque altra parola. Il palco sulla spiaggia, il gruppo che suona, il pubblico che si diverte, qualcuno che filma, l'onda anomala che li sorprende alle spalle. E li solleva, li travolge, li scaraventa via con tutto il palco e il pubblico. La canzone mozzata.

Lo scroscio violento dell'acqua, il panico generale,  le urla prima e il silenzio poi, restituiranno decine di cadaveri sulla spiaggia. Eppure, doveva essere una festa di Natale. Tra i morti, anche il bassista e il manager della band. Sarà lo stesso frontman dei Seventeen, Riefian Fajarsyah, a darne notizia sui suoi social. Ma oltre al resoconto di questo disastro, Fajarsyah lancia anche un disperato appello ai suoi seguaci: "Pregate per mia moglie dispersa". E all'appello mancano anche gli altri due membri della  band.

 
 

Secondo i funzionari di governo, sarebbe stata l'eruzione del vulcano Krakatoa insieme con l'alta marea a provocare alcune frane sottomarine e poi a scatenare lo tsunami. L'allerta resta alta. Il capo dell'agenzia meteorologica, Rahmat Riyono, teme che sia "possibile un altro tsunami". "Dobbiamo continuare a monitorare la situazione", ha detto. Intanto, le autorità indonesiane hanno invitato tutti gli abitanti dell'area intorno a Sunda Strait a stare lontani dalle spiagge.

Molti dei luoghi colpiti e messi in ginocchio dal maremoto non sono ancora stati raggiunti dai soccorritori. Il presidente indonesiano Joko Widodo ha dato ordine al governo di prendere immediatamente misure per cercare i dispersi e soccorrere i feriti dello tsunami. Nessuno straniero risulta al momento tra le vittime della catastrofe. La Farnesina ha comunque attivato l'unità di crisi per prestare eventuale assistenza ai connazionali sul posto insieme all'ambasciata d'Italia a Jakarta.

 

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