IL MONDO

La violenza tra le giovani bande di Londra è un'epidemia

26/1212:52Riccardo Liberatore, Emma Bubola

Le autorità londinesi hanno deciso di affrontare l'esplosione di omicidi tra gang rivali come una questione di salute pubblica

 

Poche ore dopo l’inizio del 2018 i morti per accoltellamento a Londra erano già quattro.

 

La prima vittima del nuovo anno si chiamava Steven Frank Narvaez-Jara, 20enne, studiava per diventare pilota. Lo stesso giorno, in un altro quartiere di Londra morivano Taofeek Lamidi di 21 anni, Kyall Parnell di 17 e Meshak Cornelio, 18 anni.

 

A distanza di mesi, gli accoltellamenti continuano. A Londra quest'anno sono state uccise 133 persone, di cui un terzo erano giovani tra 16 e 24 anni. Statistiche che raccontano un anno buio per la metropoli: da circa dieci anni Londra non aveva vissuto tassi di omicidio di questa portata. La più recente riguarda un ragazzo di 25 anni, trovato morto nelle prime ore di lunedì 23 dicembre. Due teenager, di 15 anni, sono stati arrestati con l’accusa di averlo accoltellato.

 

 

Ora l’amministrazione londinese ha deciso di trattare la lotta tra gang come un vero problema di salute pubblica, combattendola attraverso strategie che si usano per arginare malattie come l’ebola o l’aids.



Non si tratta però di episodi legati a una minoranza di giovani violenti, ma il fenomeno è più ampio ed è legato al traffico di droghe nella Capitale e la cultura delle gang. 
Negli ultimi anni le gang hanno cambiato fisionomia, diventando più pericolose. La difesa del proprio territorio, l’identificazione esasperata con il proprio quartiere non è più fine a se stessa ma è legata in particolar modo allo spaccio di stupefacenti.
Secondo un recente rapporto dell’Università di South Bank, a Londra ci sono circa 250 gang, in totale 4.500 persone, soprattutto ragazzi e giovani uomini tra i 16 e i 35 anni.

Autorità e media locali collegano questo aumento della violenza tra giovani anche alla musica drill, arrivata a Londra dai ghetti di Chicago. Ritmi hip hop rallentati accompagnano testi spesso violenti, rappati nello slang londinese, che ha sostituito la cadenza americana. “Coltello” o “pallottole” sono alcune tra le parole d’ordine dei “drillers”, che spesso si filmano mascherati, spopolando sui social network.

 

 

Scotland Yard ha richiesto l’eliminazione di almeno 50 video da Youtube, sostenendo che la drill renda l’omicidio “glamour” e che le gang usino questi video per sfidarsi tra loro. Offline, Londra ha affrontato il problema intensificando i fermi e le perquisizioni, operazione che ha sovraccaricato le forze di polizia, come ha confermato la commissaria Cressida Dick alla BBC.

 

 

Profilassi: come arginare il 'contagio' 

 

Una situazione simile a quella della capitale inglese si era verificata a Chicago, dove tra il 1994 e il 1999 sono state assassinate 4.663 persone. Gary Slutkin, epidemiologo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, tornato a Chicago dopo anni passati a lottare contro le malattie infettive in Asia ed Africa, ha riscontrato varie somiglianze tra le malattie contagiose e la violenza. Entrambe sono infatti concentrate in luoghi precisi e precise fasce temporali, entrambi si riproducono a catena e si diffondono molto rapidamente.

 

L'epidemiologo ha dunque applicato alla violenza tra gang l’approccio con cui aveva affrontato l’Aids in Uganda: come una malattia contagiosa. Slutkin ha dunque creato "Cure Violence", un’organizzazione volta a prevenire e contenere questa “violenza infettiva”. Il suo metodo? Intervenire sulla catena di 'trasmissione' arruolando persone che conoscono bene il contesto sociale. Quindi ex prostitute per affrontare il problema della prostituzione, ex spacciatori per arginare lo spaccio di droghe, e via discorrendo. 

 

 

A Chicago, ex-membri di gang sono diventati "Violence Interruptors" e il tasso di omicidi è calato del 40%. La Scozia ha riprodotto lo stesso modello a Glasgow, dove il numero di assassinii si è dimezzato tra il 2004 e il 2017.
Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha annunciato che creerà nella Capitale l’Unità di Riduzione della Violenza, simile a Cure Violence e a quella creata in Scozia. Khan ha ammesso che la violenza deve però essere affrontata anche con strategie a lungo termine, partendo dalla radice i problemi sociali che la generano.

 

L’unità riceverà 500.000 sterline, una somma inferiore a quella ricevuta da Chicago quest’anno (5.4 milioni di dollari), e che il criminologo Anthony Gunter ha giudicato "ridicola".

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