IL MONDO

Messico-Usa: «migliaia in più» i bimbi separati dai genitori al confine

Redazione - 17/01/201922:13Aggiornato 18/01/2019 14:50

Lo rivela un rapporto diffuso dall'Ufficio dell’Ispettore Generale del dipartimento di Sanità e Servizi Sociali dello Stato americano

Il numero di bambini che l’amministrazione Trump ha separato dai genitori al confine con il Messico è più alto di quello stimato. Lo ha rilevato oggi un'indagine effettuata dall'Ufficio dell’Ispettore Generale del dipartimento di Sanità e Servizi Sociali dello Stato americano.

I funzionari addetti all’assistenza di minori separati dalle famiglie hanno stimato che i casi sono «migliaia» in più di quanto annunciato in precedenza. Non sono ancora disponibili numeri precisi, a causa di disfunzioni nei sistemi di monitoraggio da parte dell’ufficio di Reinsediamento dei Rifugiati, incaricato delle separazioni. Questo ha anche contribuito a rendere difficoltosa la riunificazione familiare dopo che lo scorso giugno un giudice di San Diego ha ordinato al governo federale di fermare la separazione e riaffidare i bimbi ai loro genitori.

Secondo il documento, inoltre, le separazioni erano iniziate prima che l’amministrazione Trump annunciasse la politica di tolleranza zero nella primavera 2018. Tra i bambini separati dalle famiglie, 118 sarebbero stati ricevuti dal dipartimento di Sanità e Servizi Sociali tra luglio e l’inizio di novembre 2018, nonostante l'ordine di giugno del giudice californiano di arrestare la separazione e riunire le famiglie.

A dicembre 2018, il Dipartimento di Sanità e Servizi Sociali aveva identificato 2.737 bambini che dovevano essere riuniti con le famiglie, ma secondo la recente indagine, questo numero non rappresenta la totalità dei casi. Migliaia di bambini sarebbero stati separati dalle famiglie prima che il conteggio ufficiale, richiesto dai tribunali, iniziasse.

Questo rapporto viene ad aggiungersi a una una stima di Amnesty, che nell’ottobre 2018 aveva concluso che circa 8.000 nuclei familiari sono stati divisi al confine tra il 2017 e il 2018. Secondo i funzionari, questo è il «primo di molti rapporti» su questo argomento che saranno pubblicati.

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