IL MONDO

#FridaysforFuture: il movimento studentesco che vuole salvare il pianeta

Riccardo Liberatore - 21/01/201910:13Aggiornato 21/01/2019 11:02

Da Greta Thunberg a Alexandria Villasenor: i giovani scendono in piazza in difesa del clima. Una battaglia dalla portata mondiale che si è diffusa a macchia d'olio grazie ai social, ma che in Italia sta faticando a decollare

«Voi dite di amare i bambini, ma ci state rubando il futuro». Quando una ragazza svedese di 15 anni, Greta Thunberg, ha preso la parola a Katowice, in Polonia - durante la conferenza sul clima delle Nazioni Unite, Cop 24 - il suo discorso ha fatto il giro del mondo.

A raccogliere il suo appello non sono stati gli adulti, ma i suoi coetanei. Ragazzi e ragazze in età scolastica hanno voluto manifestare la loro preoccupazione per i cambiamenti climatici, nella speranza che qualcuno li ascolti. Così è nato il movimento #FridaysforFuture.

 

 

 

Greta Thunberg non è l'unico volto noto del Movimento. La risposta americana all'adolescente svedese è un'altra ragazza, due anni più giovane, di New York. Si chiama Alexandria Villasenor e da 6 settimane sciopera ogni venerdì. La sua ribellione nasce proprio a scuola dove, come lei stessa spiega su Twitter, «viene insegnato ad essere buoni consumatori e a dipendere dalle energie non rinnovabili, ma non viene insegnata la scienza del cambiamento climatico». 

 

 

La protesta non si ferma ai social media, ma è arrivata anche per le strade. L'intento è quello di mettere pressione agli adulti, esortarli a ridurre le emissioni di CO2, e lanciare un messaggio ai coetanei: «Il tempo sta scadendo». 

 

#FridaysforFuture: gli studenti scendono in strada dal Belgio all'Italia

 

Le immagini e i filmati delle manifestazioni di venerdì 18 gennaio a Bruxelles mostrano una fiumana di studenti in corteo. I partecipanti erano circa 10 mila.

 

 

Ma non sono gli unici. Anche in Germania e in Svizzera gli studenti hanno tratto ispirazione dall'esempio di Greta Thunberg.

In Svizzera il 14 dicembre erano scese in piazza circa 500 persone, la settimana successiva sono diventate 4 mila. Venerdi 18 erano più di 20 mila, liceali e studenti universitari, in più di 15 città.

In Germania hanno manifestato 25 mila persone in 50 città diverse per chiedere al governo di ridurre, il più velocemente possibile, la dipendenza dal carbone. 

 

 

E  l'Italia? Una nota dei Verdi fa sapere che: «Più di 20 persone si sono oggi (il 18 gennaio, ndr) date appuntamento davanti al Parlamento per chiedere un impegno concreto delle istituzioni per contrastare i cambiamenti climatici».  Pochi rispetto a ciò che sta accadendo in altri paesi europei. Anche a Milano, dove la protesta va avanti da qualche settimana, i manifestanti non hanno ancora superato quota 50.

 

 

Come racconta Sarah, una ragazza che fa parte della rete italiana di #FridaysforFuture, la speranza è che presto anche Roma sia travolta dall'onda verde: «Noi siamo qui oggi per la prima volta, ma questo appuntamento continuerà tutti venerdì, per le prossime settimane. A Milano ormai da sette venerdì si ritrovano in piazza e come noi. Oggi anche Bologna, Pisa e Torino. La rete si sta allargando a macchia d'olio». 

 

 

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