IL MONDO

Il comandante dell'aeronautica iraniana ha detto che vuole «eliminare Israele dalla Terra»

Redazione - 21/01/201913:28Aggiornato 21/01/2019 17:28

La minaccia dopo che Israele ha colpito obiettivi militari iraniani in Siria

L'Iran ha risposto al raid di Israele in territorio siriano con una dichiarazione che va a inserirsi nella retorica anti-israeliana spesso sbandierata dal governo di Teheran. Il generale di brigata Aziz Nasirzadeh ha dichiarato che la Repubblica Islamica è pronta alla guerra «decisiva, che porterà alla fine» di Israele. Lo riporta Al-Jazeera, secondo cui Nasirzadeh ha anche aggiunto che le forze armate iraniane si stanno preparando «al giorno della distruzione d’Israele».

Alle parole del generale iraniano hanno fatto subito eco quelle del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: «Stiamo agendo contro l'Iran. E chiunque tenti di colpirci, noi lo colpiremo. Chiunque minaccia di distruggerci, se ne assumerà la piena responsabilità».

Nei giorni scorsi, l'esercito israeliano ha confermato - con una mossa inusuale - di aver attaccato nella notte tra domenica e lunedi alcuni postazioni iraniane in Siria, appartenenti alle Forze Quds, unità di truppe speciali delle Guardie Rivoluzionarie comandata dal generale Qassem Suleimani. Un portavoce israeliano ha riferito che gli obiettivi attaccati erano «depositi di munizioni e un sito presso l'aeroporto internazionale di Damasco», nonchè un «sito di intelligence e un campo di addestramento militare iraniani».

L'attacco israeliano è arrivato, secondo quanto dichiarato dall'IDF, Israel Defence Forces, in risposta al lancio di un razzo sul Monte Hermon, sulle alture del Golan. Finora, Israele aveva sempre tenuto nascoste le sue operazioni in Siria, ma dalla scorsa settimana il primo ministro Benjamin Netanyahu sembra aver rimosso il velo. Per la prima volta Netanyahu ha riconosciuto un attacco israeliano a un deposito di armi iraniane in Siria.

Le alture del Golan sono state occupate da Israele durante la guerra dei 6 giorni nel 1967, ma solo il 5% è stato restituito a Damasco. Da allora è diventato un terreno di scontro tra i due Paesi, soprattutto a fronte dello scoppio della guerra in Siria.

ANSA | Generale Qassem Suleimani

Durante l'attacco israeliano, le forze del governo siriano di Bashar al-Assad hanno lanciato «dozzine di missili terra-aria», ha aggiunto l'esercito. «Restiamo determinati ad agire per impedire il rafforzamento dell'Iran in Siria», ha avvertito il portavoce. Un'affermazione certo non nuova che va a inserirsi nelle logiche dello scontro a distanza tra i due rivali regionali. Dallo scoppio della guerra civile in Siria nel 2011, l'Iran ha aumentato la sua presenza nel Paese correndo in soccorso dell'alleato Bashar al-Assad.

Grazie al supporto militare di Teheran e Mosca, il regime alauita è rimasto al potere, rovesciando le sorti della guerra a suo favore. Israele teme la presenza dell'Iran ai suoi confini e di Hezbollah, partito sciita libanese, partner regionale dell'Iran, che ha investito consistenti forzi in Siria fornendo miliziani ben addestrati. Per Tel-Aviv, l'Iran e Hezbollah rappresentano il nemico numero uno, soprattutto a fronte della guerra del 2006 con il "Partito di Dio", dove Israele subì per molti una pesante sconfitta.

ANSA | Confine tra Israele e Libano
Loading ...
Failed to load data.