IL MONDO

Governo Usa denuncia Oracle: «Paga meno donne e asiatici»

Felice Florio - 23/01/201907:11Aggiornato 23/01/2019 07:13

Secondo il dipartimento del Lavoro 11 mila dipendenti asiatici dell'azienda sarebbero sottopagati (con disparità salariali dell'8%) e 5 mila donne, con un gap del 20%. Inoltre su circa 500 assunti per lavori tecnici negli ultimi 4 anni, la società ha ingaggiato solo 5 ispanici e 6 neri

Dopo la causa intentata da 4200 lavoratrici contro Oracle, adesso è il dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti a denunciare l’azienda della Silicon Valley. Come per la class action, il dipartimento accusa l’azienda di cloud computing di perpetuare un forte gender overall earnings gap, ovvero una differenza della retribuzione tra uomini e donne dipendenti.

Oracle, come tutte le società che stringono contratti per oltre 100 milioni di dollari l’anno con il governo federale, è soggetta alle leggi contro le discriminazioni e ai controlli costanti del dipartimento del lavoro.

In questo caso, gli uffici pubblici accusano l’azienda non solo di mettere in atto una discriminazione nei confronti del genere femminile, ma anche neri e ispanici sarebbero andati incontro a una crescente esclusione all’interno del gruppo.

Su circa 500 assunti per lavori tecnici negli ultimi 4 anni, la società ha ingaggiato solo 5 ispanici e 6 neri. Inoltre sarebbero sottopagati 11 mila dipendenti asiatici, con disparità salariali dell'8%, e 5 mila donne, con un gap del 20%.

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