IL MONDO

Trump, il fact-checking: tutti i tweet «falsi o fuorvianti» del Presidente americano

Redazione - 24/01/201906:38Aggiornato 24/01/2019 13:05

Il «Washington Post» ha raccolto in un database tutte le affermazioni del Presidente americano dall'insediamento alla Casa Bianca. Sarebbero più di ottomila le fake news condivise da Donald Trump

In 730 giorni Donald Trump ha fatto 8.158 affermazioni false o fuorvianti. È quanto afferma il Washington Post che monitora le dichiarazioni del Presidente statunitense dal suo insediamento alla Casa Bianca. 

 

Il Fact Checker è un database del quotidiano americano che raccoglie le affermazioni di Trump e permette a tutti gli utenti una ricerca sia temporale che basata su argomenti.

Dal Fact-Checking del Washington Post

 

La sezione consente di navigare tra le dichiarazioni e scoprire quante volte Trump abbia ripetuto lo stesso concetto o dove sia stato detto, se in conferenza stampa o in uno dei suoi post su Twitter. Ecco dunque alcune delle "bugie" più frequenti del Presidente americano.

 

James Comey

Donald Trump si era espresso 192 volte su Twitter riguardo il licenziamento dell'ex direttore dell'FBI James Comey, E aveva scritto: «Per quanto riguarda quello che è successo con l'FBI ho fatto un grande servizio al nostro Paese licenziando James Comey, perché non era un bravo poliziotto, era corrotto e ha mentito». Non è chiaro a quali bugie si riferisca Trump.

ANSA | James Comey

Tasse

«Vi ho procurato il più grande taglio alle tasse, superiore a quello di Ronald Reagan», ha spesso affermato Donald Trump. La diminuzione di tasse ammonta al 0,9% del prodotto lordo nazionale. Questa percentuale è molto più bassa rispetto a quella decisa da Ronald Reagan che nel 1981 aveva toccato il 2,89% del Pil. Il taglio alle tasse introdotto da Trump è l'ottavo più grande della storia ma rimane più piccolo di due tagli approvati durante la presidenza di Barack Obama.

 

Economia

«La nostra economia è la più forte al mondo», ha dichiarato Trump 112 volte. Non è chiaro cosa intenda il Presidente americano con la più forte al mondo. Ma il fact-checking del Washington Post ha chiarito come l'economia americana non sia la più veloce in termini di crescita, primato che secondo il Fondo Monetario Internazionale spetta all'India, e nemmeno la più grande. Il primo posto è della Cina.

Nato

Trump ha spesso ribadito, ben 95 volte, che gli Stati Uniti contribuiscano molto di più a finanziare la Nato rispetto agli altri alleati del Patto Atlantico. «È molto, molto ingiusto quando la Germania paga solo l'1% del Pil alla Nato mentre noi paghiamo il 4.3%». Per quanto riguarda i finanziamenti indiretti, dal 2006, ogni membro Nato deve spendere almeno il 2% del suo Pil in difesa. A un summit del 2014, in risposta all'aggressione russa in Ucraina, i membri Nato si sono presi l'impegno di rispettare quella linea guida entro il 2024. Nel 2017, 12 dei 28 stati Nato superavano il 2%, con gli Stati Uniti davanti con il 3.6%. 

Il muro

Lo shutdown che sta tenendo sotto scacco l'amministrazione americana è scattato dopo il rifiuto dei democratici di finanziare il muro al confine con il Messico. Pilastro della campagna elettorale del Presidente americano, Trump aveva spesso ripetuto: «Mentre parliamo il muro è in costruzione. Nessuno sta coprendo questa notizia. Lo capisco. Ma stiamo costruendo il muro e continueremo a farlo». Il Congresso ha specificato che nessuno dei 1,57 miliardi di dollari da destinare alla protezione dei confini saranno usati per costruire il prototipo di un muro di cemento.

 

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