IL MONDO

Stati Uniti, temperature a -50 gradi. Mille voli cancellati solo a Chicago

Cristin Cappelletti - 30/01/201914:09Aggiornato 30/01/2019 16:08

Sarà l'inverno più freddo da 25 anni. Trump ironizza: «Che sta succedendo al surriscaldamento globale?» L'intervista di Open Daniele Cat Berro, ricercatore presso la Società Meteorologica Italiana

Il freddo polare ha raggiunto gli Stati Uniti con la colonnina che arriverà a segnare anche -50. Il Midwest del Paese è stato investito da un'ondata di gelo senza precedenti, saranno le temperature più basse degli ultimi 25 anni, dichiarano gli esperti. Dal Nord Dakota all'Ohio, 250 milioni di americani saranno alle prese con un freddo che ha già provocato tre vittime. C'è chi imputa questo drastico calo delle temperature al cambiamento climatico. Sulla questione ha subito ironizzato il presidente americano Donald Trump, che su Twitter ha scritto: «Nella bella regione del Midwest, la temperatura percepita è -51, la più bassa mai registrata... Che diavolo sta succedendo con il riscaldamento climatico mondiale? Per favore torna presto, abbiamo bisogno di te!».

«In generale i singoli episodi meterologici non si possono prendere come conferma o smentita di un cambiamento climatico in atto», ha spiegato a Open Daniele Cat Berro, ricercatore presso la Società Meteorologica Italiana.

Cosa ha provocato questa ondata di freddo?

«In questi giorni il vortice polare che d’inverno trattiene l’aria fredda intorno al polo nord si è indebolito. Le sue pareti si sono rilassate, permettendo all’aria fredda di traboccare più facilmente verso latitudini meridionali. Abbiamo quindi delle grandi ondate di freddo che durano dai pochi giorni a un paio di settimane. In realtà quando si verificano queste grandi bolle di aria fredda artica, soprattutto quando si verificano in zone molto popolate e mediaticamente esposte come gli Stati Uniti orientali, hanno ancora più risonanza. Le assicuro che se lo stesso episodio capitasse in una zona dell'Asia Centrale, per esempio, nessuno se ne occuperebbe».

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Un evento climatico senza precedenti?

«C’è l’impressione che i cambiamenti climatici, in particolare l’aumento della temperatura nell’artico e la riduzione della banchisa stiano alterando la circolazione dell’atmosfera. Il fatto che la banchina attorno al Polo Nord si stia riducendo può portare a degli effetti su scala molto più ampia anche in Europa e Nord America, alterando il modo in cui i venti e le perturbazioni si muovono. Sicuramente si tratta di un’ondata di freddo tra le più intense degli ultimi venti anni, che in una prospettiva climatologica è comunque un lasso di tempo non particolarmente significativo. Non stiamo parlando di eccezioni su vasta scala: si batterà qualche record, però in passato ci furono ben altri esempi».

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Colpa del cambiamento climatico?

«Dipende dalla frequenza e questo vale sia per le ondate di caldo che per quelle di freddo. Negli ultimi anni stiamo certamente assistendo a un aumento delle temperature che sono riconosciute dalla comunità scientifica di climatologi come dirette conseguenze del surriscaldamento del pianeta. Questo non significa, tuttavia, che in passato non ci siano stati periodi molto caldi. Però oggi la frequenza e l’intensità che le ondate di caldo hanno raggiunto non ha precedenti. Allo stesso tempo dobbiamo essere cauti quando parliamo di nubifragi e alluvioni, sono fenomeno molto rari, molto limitati sul territorio; fanno sì molti danni, ma non sono eventi inusuali. L'ondata di freddo americana è un evento al momento troppo isolato per poter capire se sia causato dal cambiamento climatico. In una città come New York, dove abbiamo anche venti molto forti, non è inusuale avere un freddo molto pungente».

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