IL MONDO

Respinta la richiesta di libertà: l'attivista italiana Laura Gallo resterà nel carcere venezuelano

Open - 31/01/201915:53Aggiornato 31/01/2019 18:06

Il ministro degli esteri italiano ha affermato che l’Italia si muove «In linea con l’Ue», che ha richiesto a Maduro di indire nuove elezioni entro domenica, minacciando di riconoscere il Governo di Guaidò nel caso in cui questo non venisse fatto 

Laura Beatriz Gallo è stata fermata il 23 gennaio insieme a 31 altre persone, tra cui 11 minorenni, mentre manifestavano nello stato del Yaracuy contro il governo di Nicolas Maduro. Dopo questo arresto, il ministro degli Esteri Moavero si è posizionato al di sopra delle contraddizioni interne che hanno caratterizzato la reazione italiana alla crisi venezuelana, allineandosi con l'Europa.

Chi è Laura Beatriz Gallo

Gallo, con doppio passaporto italiano e venezuelano, è un'attivista per i diritti umani e madre di Gabriel Gallo, compagno di scuola dell’oppositore Juan Guaidò e figura emergente di Voluntad Popular, partito dell'auto-proclamato presidente. Gallo è stato anche candidato a governatore del suo stato, il Yaracuy, dove anche la madre si dedicava alla politica. Gabriel, anche lui con doppia cittadinanza, è anche militante di Foro Penal, un’associazione che difende i diritti dei detenuti.

Dopo l’arresto di Laura Beatriz Gallo, il giudice aveva disposto la libertà condizionata a cui la pubblica accusa si è opposta in appello. Il fermo è stato confermato in via cautelare, e Gallo potrebbe essere detenuta in a tempo indeterminato finché una corte superiore si esprimerà sul suo caso.

La reazione italiana

In un primo momento gli attivisti coinvolti avevano espresso la loro indignazione per l’indifferenza dello Stato italiano, che si era limitato a richiedere il rispetto dei diritti procedurali tramite un tweet dell’ambasciata a Caracas.

Il 30 gennaio, Enzo Moavero Milanesi, Ministro degli Affari Esteri italiano, ha sollevato la questione in un’audizione al Senato sul Venezuela. «L’ambasciata ha preso tutte le informazioni e sta fornendo l’assistenza, in particolare per verificare le sue condizioni di salute» ha affermato il ministro.

La crisi in Venezuela

Moavero ha inoltre affermato che l’Italia si muove «In linea con l’Ue», che ha richiesto a Maduro di indire nuove elezioni entro domenica, minacciando di riconoscere il governo di Guaidò nel caso in cui questo non venisse fatto. Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, erede di Hugo Chavez, era stato ri-eletto in gennaio tramite elezioni la cui regolarità è stata messa in discussione da gran parte della popolazione.

Durante le manifestazioni di protesta, Juan Guaidò, leader dell’opposizione, ha prestato giuramento auto-proclamandosi Presidente della Repubblica. La repressione degli insorti da parte del governo è stata dura: gli arresti sarebbero stati almeno 800, tra cui almeno 70 minorenni. Secondo l'Onu sarebbero almeno 40 i morti in Venezuela in una settimana, di cui 26 avrebbero perso la vita a causa di spari delle forze di sicurezza.

Dopo che la maggior parte dei paesi occidentali e sudamericani hanno riconosciuto il governo auto-proclamato, Maduro ha fatto un passo verso l'opposizione dichiarando di essere «Pronto a sedersi al tavolo dei negoziati con l'opposizione, per parlare del bene del Venezuela, per la pace e per il futuro». Il suo invito, però, è stato respinto dagli insorti. Carlos Vecchio, l'incaricato d'affari nominato a Washington da Juan Guaidò, ha affermato che Maduro. «Ha manipolato la parola dialogo durante anni per dare ossigeno al suo regime e per questo è necessario respingere 'falsi dialoghi'».

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