IL MONDO

Ambientalisti con jet privati: il Washington Post fa le pulci a Elon Musk

Open - 31/01/201915:00Aggiornato 31/01/2019 15:09

Secondo il quotidiano statunitense, il fondatore di Tesla avrebbe percorso circa 241 mila chilometri in un anno, a bordo del suo aereo. per impegni lavorativi ma non solo. Un tema, affrontato anche durante il Forum mondiale di Davos, con il discorso di Greta Thunberg, attivista svedese diventata simbolo della nuova coscienza ambientalista tra i giovani

Elon Musk, il fondatore di Tesla, «è un'ipocrita». Parola delWashington Post, visto l'alto numero di viaggi che l'imprenditore avrebbe a bordo del suo jet privato: circa 241 mila chilometri percorsi nel 2018, oltre 6 volte il giro della terra. Molti anche per svago e non solo per lavoro. Musk avrebbe addirittura usato più volte l'aereo privato per attraversare la città di Los Angeles. Sempre secondo il quotidiano statunitense, a pagarli non sarebbe stato Musk, ma la compagnia dalla quale è stato costretto a dimettersi dal ruolo di presidente (rimanendo però in facoltà di CEO) dagli investitori, spaventati da alcune dichiarazioni e apparizioni pubbliche fuori dal comune. Ma la domanda posta dal Washington Post è anche un'altra: i paladini dell'ambiente sono all'altezza del loro mandato storico?

 

Secondo l'ultimo rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ci sono solo 12 anni di tempo per evitare che le temperature terrestri superino un livello di non-ritorno. Nelle ultime settimane studenti liceali e universitari sono scesi in strada in Belgio, in Olanda, in Gran Bretagna e anche in Italia (seppur in numeri molto ridotti) per chiedere agli Stati europei di attuare delle politiche più incisive in materia ambientale. Lo hanno fatto sulla scia di Greta Thunberg, attivista svedese di 16 anni, diventata simbolo della nuova coscienza ambientale tra i giovani, un possibile antidoto all'ambientalismo dei miliardari. Nel frattempo, crescono i movimenti che nell'area verde propongono metodi e soluzioni più radicali. 

Nelle scorse settimane Thunberg aveva portato il suo appello «ai grandi» di Davos, la riunione annuale del forum economico mondiale organizzata nella località sciistica in Svizzera che si è conclusa il 25 gennaio. Il tema di una crescita economica più sostenibile è stato uno dei punti chiave della riunione. Oltre a Thunberg era presente anche il biologo e documentarista David Attenborough, creatore della serie Planet Earth della BBC. Ma l'incontro sarà ricordato anche per alcune incongruenze. Oltre all'appello dello storico olandese - che rimproverava ai miliardari in sala di eludere l'argomento dell'evasione fiscale - l'utilizzo di oltre 1,500 jet privati nel corso del summit aveva suscitato scalpore. 

 

 

In attesa che si trovino nuovi paladini per la lotta climatica, alcuni studenti italiani hanno accolto l'appello di Thunberg. Venerdì 1 febbraio si svolgeranno manifestazioni in 9 città italiane, sul modello di #Fridaysforfuture.


 

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