IL MONDO

L'internazionale via Twitter di Corbyn e Ocasio-Cortez

Riccardo Liberatore - 05/02/201915:30Aggiornato 05/02/2019 15:42

Da entrambi i lati dell'Atlantico la sinistra si sta riorganizzando e cerca nuova alleanze. Per portare avanti un New Deal, ma anche per darsi una mano a vicenda

Lei è Alexandria Ocasio-Cortez, ha 29 anni ed è la deputata donna più giovane a essere stata eletta alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. Lui è Jeremy Corbyn, il leader del partito laburista britannico, classe 1949, nato 4 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Sono due facce del socialismo democratico in occidente e tra loro è nata una nuova alleanza. Via Twitter. Dopo una conversazione telefonica durante il weekend, entrambi si sono rivolti alla piattaforma social per pubblicizzare la (fortemente ostentata) sintonia su una varietà di temi. Corbyn ha posto l'accento sulla necessità di creare un nuovo movimento che prenda di mira miliardari, inquinatori e xenofobi. Ocasio-Cortez ha invocato invece la speranza condivisa per un mondo di pace, prosperità e giustizia.

Dichiarazioni retoriche, ovviamente, che però segnalano quantomeno un tentativo di stringere un patto atlantico tra la sinistra britannica (e quindi anche europea) e quella statunitense, più debole rispetto all'internazionale sovranista dei vari Jair Bolsonaro (Brasile), Matteo Salvini, Viktor Orbán (Ungheria), Marine Le Pen (Francia), Nigel Farage (Regno Unito) e ovviamente Donald Trump. Lo stesso Trump dopo il suo insediamento aveva battezzato la sua vittoria nella campagna elettorale contro Hillary Clinton una «Brexit +++», proponendo Nigel Farage, il fondatore del movimento indipendentista britannico Ukip, tra i più importanti sostenitori dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, come ambasciatore britannico a Washington D.C.

Un'alleanza, quella della sinistra, che era saltata con la fine della presidenza di Barack Obama e la mancata elezione di Bernie Sanders, il Jeremy Corbyn americano. Le tradizioni sono diverse: Corbyn è un socialista di tradizione novecentesca per il quale la "questione sociale" è soprattutto la disuguaglianza economica tra i più benestanti e i meno abbienti: la sua visione politica è essenzialmente quella di redistribuire la ricchezza nazionalizzando, investendo nelle opere pubbliche, rifinanziando il servizio sanitario nazionale e il sistema scolastico. Alexandria Ocasio-Cortez è molto più attenta alle politiche identitarie - come lei stessa sottolinea nel suo tweet - le divisioni di cultura, di razza e di genere. Ed è anche più sensibile ai temi ambientali: vorrebbe un Green New Deal, un piano di investimenti nelle energie rinnovabili, da finanziare con una supertassa per i miliardari. 

Ma lo scambio di complimenti è anche un'indicazione delle ambizioni personali dei due leader. Ocasio-Cortez è alla prima esperienza politica e c'è già chi la vorrebbe candidata contro Donald Trump nelle prossime elezioni americane. Dalla sua parte ci sono sia i sondaggi - in base a un recente sondaggio della CNN 6 americani su 10 sanno chi è - sia la confusione all'interno del partito democratico che rischia di avere più candidati che membri: soltanto nelle ultime settimane si sono candidate quattro donne: Elizabeth Warren, Kamala Harris, Tulsi Gabbard e Kirsten Gillibrand.

Jeremy Corbyn invece è sull'orlo della premiership. O almeno lo sembrava fino a qualche settimana fa. Nel momento in cui Theresa May dovesse fallire per la seconda volta nel tentativo di fare approvare dal parlamento l'accordo sull'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, con tutta probabilità i laburisti chiederanno nuovamente di tornare alle urne. Attualmente non ci sono altre personalità di spicco in grado di sfidare Corbyn. I paladini della destra pro-Brexit - come Boris Johnson - sono sempre più screditati agli occhi del parlamento ma anche del pubblico. Ma il suo tentennamento sulla Brexit - Corbyn non ha mai dichiarato di voler impedire l'uscita del Regno Unito, limitandosi a proporre un voto popolare su un accordo approvato dal parlamento - ha però messo in crisi il partito: secondo il Times nelle ultime settimane sono usciti circa un terzo dei membri. La Brexit è un tema molto sentito dai giovani, la maggioranza dei quali vorrebbe che il Regno Unito restasse nell'Unione Europea. Il tweet a Ocasio-Cortez è rivolto soprattutto a loro.

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