IL MONDO

Discorso sullo Stato dell'Unione, Trump fa appello all'unità: «Abbracciamo il bene comune»

Redazione - 06/02/201908:02Aggiornato 06/02/2019 14:02

Un omaggio alle donne nel congresso, immigrazione e parole per un' America più unita. Sì all'incontro con Kim Jong-un per il 27-28 febbraio in Vietnam. Questi i temi dell'ultimo discorso sullo Stato dell'Unione del Presidente americano

Donald Trump si è rivolto al Congresso americano per il suo terzo discorso sullo Stato dell'Unione, il primo davanti a un Governo diviso, dopo la vittoria dei democratici alle elezioni di Midterm. Il messaggio del presidente degli Stati Uniti è stato inusuale nei toni e nel contenuto, più disponibile nei confronti dei democratici: «Dobbiamo rigettare la politica della vendetta, della resistenza e abbracciare l'illimitata potenzialità della cooperazione, del compromesso e del bene comune». Parole gentili, forse troppo, tanto che secondo il New York Times il presidente americano si è lamentato con gli autori del testo ed è intervenuto personalmente per cambiarlo e renderlo più duro. 

I temi principali del discorso

Ma la tregua concessa da Trump si è interrotta quando ha cominciato a parlare della questione immigrazione, confermando la linea dura. Sì agli immigrati regolari dice Trump; quelli irregolari vanno fermati col muro al confine con il Messico. Nessuna concessione alla proposta dei democratici di trovare un compromesso, dando la cittadinanza agli immigrati arrivati illegalmente nel Paese quando erano ancora bambini. Nonostante la fine temporanea dello shutdown, dopo il lungo impasse sulla questione dei finanziamenti al muro, Trump potrebbe riattivare il blocco delle attività amministrative il prossimo 15 febbraio se lo stallo politico con i democratici non fosse risolto.

In politica estera il presidente americano non ha fatto concessioni. L'Iran resta il nemico numero uno per l'amministrazione dei falchi insieme al presidente venezuelano Maduro, su cui Trump continua a fare pressione affinché accetti la transizione con Guaidò. Sul fronte nucleare Trump ha annunciato che ci sarà un altro incontro con il leader nord-coreano Kim Jong-un in Vietnam, il 27-28 febbraio. Il discorso sullo stato dell'Unione si è concluso così come era cominciato: nel segno della pace. Trump si è lasciato andare a un elogio delle tante donne che siedono per la prima volta nel Congresso americano. Ma non sono mancate le critiche, come quelle rivolte dal senatore democratico Chuck Schumer che ha parlato del discorso come di una palese ipocrisia: «Trump è la principale ragione per cui gli americani si sentono divisi oggi».

Il ritiro da Afghanistan e Siria

A poche ore dal discorso sullo Stato dell'Unione, Trump è stato sconfitto sul rientro dei militari dalla Siria e dall'Afghanistan, annunciato nelle scorse settimane. Il Senato americano ha approvato un emendamento che stoppa il rientro dell'esercito da entrambi i Paesi. Il provvedimento ora dovrà essere approvato anche alla Camera. Sul voto potrebbero aver influito le parole di Joseph Votel, comandante delle operazioni militari americane in Medio Oriente. Il generale ha detto di non essere stato avvertito del ritiro e che la guerra all'Isis non è ancora finita.

ANSA |

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