IL MONDO

In Malesia una città è invasa da 17 mila tonnellate di plastica

Cristin Cappelletti - 13/02/201914:16

La piccola cittadina di Jenjarom è diventata una discarica a cielo aperto. Regno Unito, Stati Uniti, e Giappone esportano plastica in paesi del terzo mondo, dove pullulano aziende che non rispettano norme internazionali sull'importazione e il riciclo di rifiuti

La Malesia è diventata uno dei più grandi importatori di plastica, ricevendo la spazzatura che il resto del mondo non vuole. Ma una piccola città malese ne sta pagando il prezzo ed è ora sommersa da 17 mila tonnellate di rifiuti.

Nel 2017 la Cina ha deciso di proibire l'entrata di rifiuti di plastica da Paesi stranieri, dopo che in un solo anno aveva importato sette milioni di tonnellate di scarti, una decisione che da molti ambientalisti era stata considerata una grande vittoria. Ma se da una parte la Cina ha chiuso la porta alle montagne di rifiuti, dall'altra un altro Paese ha dovuto subire le conseguenze di questa scelta. La Malesia si è trovata a diventare la discarica del mondo, iniziando a ricevere sempre più rifiuti dal Regno Unito, Giappone e Stati Uniti.

Nei soli primi sette mesi del 2018 la Malesia ha ricevuto circa 754mila tonnellate di plastica. Aziende illegali per il riciclo di rifiuti hanno cominciato ad aumentare i prezzi per approfittare del nuovo business che varrebbe circa 734 milioni di dollari.  Ora, la piccola cittadina di Jenjarom sta vivendo un incubo.

Per i residenti la situazione è invivibile. «Qualche tempo fa ho cominciato a sentire un odore orribile, che è peggiorato in agosto», ha detto il Signor Tay alla Bbc. Stanchezza e problemi respiratori sono diventati la normalità tra gli abitanti della zona. Non tutta la plastica può essere riciclata, e molte aziende illegali decidono quindi di bruciarla.

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Il Governo ha preso delle misure chiudendo 33 di queste aziende. Ma le 17 mila tonnellate continuano a essere impilate nelle strade della piccola cittadina, che conta appena 30mila abitanti. Una montagna di rifiuti che equivale a due volte l'altezza della Torre Eiffel.

Secondo un report delle Nazioni Unite, nel 2017 molti rifiuti misti di plastica venivano etichettati come "puliti", aggirando quindi le norme sulle importazioni che richiedono plastica in buone condizioni e non contaminata.

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