IL MONDO

Distribuire i preservativi nelle scuole non incoraggia il sesso in età precoce

Redazione - 15/02/201912:10Aggiornato 16/02/2019 15:22

Secondo le Nazioni Unite l'accesso facilitato ai preservativi favorirebbe semplicemente una vita sessuale più sana

La distribuzione di preservativi a scuola previene le malattie infettive senza incoraggiare la "promiscuità". È quanto emerge dalla ricerca del Il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, raccolta dal The Guardian. Secondo lo studio, svolto in collaborazione con le università di Harvard e di Yale, queste iniziative non spingono i giovani a fare sesso troppo presto. Il tema è sempre molto caldo, soprattutto nei Paesi più conservatori, dove l'educazione sessuale nelle scuole è quasi un tabù. 

La ricerca, che rappresenta la più grande revisione sulla letteratura scientifica esistente sul tema, ha evidenziato come l'introduzione di preservativi a scuola riduca invece il rischio di malattie sessualmente trasmissibili. Una volta che i programmi di distribuzione dei preservativi vengono avviati nelle scuole, infatti, la salute sessuale degli studenti che vi accedono migliora. «Se queste misure fossero introdotte nei Paesi dove il rischio di Hiv e di gravidanze involontarie in giovane età è molto alto, ci sarebbero significativi benefici», dice Bidia Deperthers, consigliere per la prevenzione dell'Aids presso le Nazioni Unite.

ANSA |

 Lo studio inoltre smentisce le teorie secondo cui un più facile accesso a contraccettivi incentiverebbe la promiscuità. In realtà, l'accesso a preservativi nelle scuole, afferma il report, ridurrebbe il numero di partner sessuali.

In alcuni Paesi, come le Filippine, l'introduzione di contraccettivi nelle scuole è spesso bloccata da gruppi, leader religiosi o dai genitori stessi. «Stiamo facendo fatica a fermare l'aumento di Hiv tra gli adolesceneti, soprattutto ragazze», ha affermato Deperthes.

 

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