IL MONDO

Tagliati i fondi all'Anp, palestinesi: «Da Israele dichiarazione di guerra»

Redazione - 17/02/201920:44Aggiornato 18/02/2019 14:58

L'accusa del primo ministro palestinese Rami Hamdallah dopo che Israele ha deciso di congelare dalle tasse raccolte dall'Autorità nazionale palestinese le somme che questa destina ai detenuti nelle carceri israeliane e alle loro famiglie

«Una dichiarazione di guerra al popolo palestinese». Così il primo ministro palestinese Rami Hamdallah ha definito la decisione di Israele di applicare la legge che congela dalle tasse raccolte per l'Autorità nazionale palestinese (Anp) le somme che questa destina ai detenuti nelle carceri israeliane e alle loro famiglie. «Una decisione - ha aggiunto Hamdallah secondo l'agenzia Maan - che arriva nel contesto della punizione collettiva contro il popolo palestinese».

Il Gabinetto di sicurezza, su proposta del premier Benyamin Netanyahu, ha infatti deciso di applicare il provvedimento, approvato lo scorso anno alla Knesset, che taglia dalle tasse raccolte per l'Anp i fondi che questa «devolve ai detenuti palestinesi, per attacchi terroristici, nelle carceri israeliane e alle loro famiglie»: si parla di circa 138 milioni di dollari (123 milioni di euro)

Finora la legge non era stata applicata per vari motivi: tra questi la contrarietà degli stessi apparati di sicurezza israeliani a giudizio dei quali un ulteriore taglio al budget dell'Anp avrebbe danneggiato la cooperazione di sicurezza con i palestinesi e anche destabilizzato la Cisgiordania, già colpita dal tagli dei fondi Usa.

Anche il governo sino a questo momento aveva soprasseduto nell'applicazione della legge, sebbene fosse stata intensa la pressione pubblica a favore del congelamento dei finanziamenti visti da parte israeliana come un incentivo ai responsabili degli attacchi terroristici. Infine il recente brutale omicidio di una ragazza israeliana da parte di un palestinese di Hebron - secondo i media - ha spinto il Gabinetto e lo stesso Netanyahu a dare il via all'applicazione della legge.

Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, nel corso della conferenza di Monaco sulla sicurezza, aveva rivolto a Israele, in merito ai raid di Gerusalemme in Siria contro obiettivo iracheni l'accusa di voler provocare un conflitto nell'area mediorientale: «Alcune persone cercano la guerra» nella regione, ha detto Zarif ,che poi ha specificato che l'accusa essere rivolta a Israele. «Noi siamo in Siria su invito del governo siriano con il solo obiettivo di combattere il terrorismo», ha aggiunto.

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