IL MONDO

Psicodramma Brexit: il parlamento vota a favore di rimandare l'uscita dall'Ue

Redazione - 14/03/201919:50Aggiornato 14/03/2019 21:04

Il Parlamento ha votato per il terzo giorno consecutivo. Dopo aver bocciato l'accordo di Theresa May i deputati sono stati chiamati a scegliere anche se posticipare l'uscita del Regno Unito prevista per il 29 marzo 2019

Il Parlamento britannico ha votato compatto per estendere l'articolo 50 del trattato sull'Unione europea e posticipare l'uscita del Regno Unito, prevista per il 29 marzo 2019, almeno fino a oggi, 14 marzo. Uno scarto di quasi 200 voti: 412 a favore, e 202 contro. Un'ennesima e pesante sconfitta per Theresa May e il suo governo. La premier britannica è stata costretta ad accettare questo voto dopo la bocciatura del suo accordo, non una ma ben due volte.

Le votazioni degli ultimi giorni

Martedì 12 marzo il Parlamento britannico aveva bocciato, per la seconda volta, l'accordo di negoziato da Theresa May con l'Unione europea. Sia una minoranza di deputati conservatori, sia i membri del partito partner di governo, gli unionisti irlandesi, non hanno ritenuto sufficienti le modifiche e le concessioni ottenute dalla May. La questione riguarda soprattutto il backstop, ovvero il regime economico e tariffario da adottare nel periodo di transizione dopo la Brexit. Una soluzione che è sempre stata ritenuta troppo rischiosa per quanto riguarda il possibile ritorno a un confine più controllato tra l'Irlanda del Nord (parte integrante del Regno Unito) e la Repubblica irlandese, Paese membro dell'Unione europea. 

Mercoledì 13 marzo invece il Parlamento ha deciso di bocciare ogni possibilità di un'uscita del Regno Unito dall'Unione europea senza un accordo, uno scenario chiamato No deal, Nessun accordo. Tecnicamente è ancora possibile, e potrebbe verificarsi nel momento in cui le due parti non riusciranno a trovare un accordo o non revocheranno del tutto l'articolo 50: un'ipotesi ribadita dalla Premier britannica Theresa May. 

Gli scenari futuri

Adesso la data per l'uscita del Regno Unito dall'Ue è ancora da stabilire. Il voto di oggi potrebbe tradursi in un prolungamento di breve periodo, per permettere nuovi negoziati, o di medio-lungo periodo. Un'ipotesi, la seconda, in cui il Regno Unito potrebbe essere costretto a partecipare all'elezioni europee di maggio.

Dopo il voto il leader dei laburisti Jeremy Corbyn è tornato a parlare della possibilità di tenere un secondo referendum sull'uscita dall'Unione europea, dopo il primo del 2016. Nonostante questo, la maggior parte dei laburisti, compreso Corbyn, per ragioni tattiche ha votato contro un emendamento che proponeva un secondo referendum, con una maggioranza schiacciante: 85 contro 334. In ogni caso, dopo il voto di oggi, un secondo referendum è più probabile, anche se gli scenari possibili sono diversi. Si va dalle nuove elezioni a un nuovo accordo con l'Unione europea, fino a un'uscita del Regno Unito non nelle prossime settimane ma nei prossimi mesi.

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