IL MONDO

Il nuovo documentario su Steve Bannon che vuole ridisegnare il suo mito

Redazione - 17/03/201907:35Aggiornato 17/03/2019 11:40

L'ex consigliere politico di Donald Trump è diventato un'icona dell'estrema destra e dei movimento populisti nel mondo. Un nuovo documentario, che arriverà in Italia a fine aprile, prodotto da una sua ex collaboratrice, vuole mettere «a nudo» il Re, aprendo una nuova finestra sull'internazionale sovranista 

L'ultima apparizione pubblica di Steve Bannon in Italia risale al Festival di Atreju, organizzato da Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale a Roma nel settembre del 2018. In Italia Bannon era stato accolto come il guru dell'internazionale sovranista, una sorta di Giuseppe Mazzini del populismo di destra, pronto a battersi per restituire la sovranità (e la dignità) nazionale in Italia, come in Europa e nel mondo. Tutto questo grazie a una notorietà costruita negli anni come volto del canale americano di destra Breitbart news, ma che ha raggiunto il suo apice durante la breve carriera di Bannon da capo stratega della Casa bianca, durata appena 8 mesi nel 2017. Un'immagine che due registe-produttrici americane sono determinate a voler mettere sottosopra con il loro nuovo documentario, intitolato The Brink, arriverà in Italia a fine aprile.

Un documentario che oppone alla plasticità della propaganda informatica e della comunicazione politica, l'intimità del cinema-verità, costruita sui silenzi, sui dettagli rivelatori, a volte sull'imbarazzo. E sulla sorpresa. Una «verità» che ha tentato di mettere insieme pezzo per pezzo nel corso di un anno intero a fianco di Bannon, frutto di un accesso privilegiato - paragonabile a quello di Michael Wolf, autore del libro sui primi 100 giorni dell'amministrazione Trump, Fire and Fury - ottenuto grazie al rapporto della produttrice, Theres Guirgis con Bannon, il quale più di dieci anni prima aveva comprato, tramite il suo gruppo di investimento, una compagnia di distribuzione cinematografica di cui Guirgis faceva parte. 

Durante l'anno passato assieme, la regista Alison Klayman ha accompagnato Bannon in tanti viaggi, anche in Italia, e partecipato a incontri con altre icone dei movimenti sovranisti, come Nigel Farage, leader del partito indipendentista britannico Ukip. Un anno che Bannon ha dedicato soprattutto a federare i sovranisti europei in vista delle elezioni di maggio, grazie all'organizzazione non a scopo di lucro, The Movement. L'internazionale sovranista non sta dando per il momento i risultati sperati, come ha ammesso il cofondatore, Mischaël Modrikamen, leader del Partito popolare di destra belga. I sondaggi non sono all'altezza delle previsioni di Bannon (che dava i movimenti sovranisti addirittura al 50%). Nel frattempo un raduno previsto per gennaio è slittato. Sarà venuta meno l'immagine eroica di Bannon salvatore delle nazioni? 

 

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