IL MONDO

«Non mi fanno giocare a basket»: diciottenne no-vax americano denuncia il dipartimento sanitario

Juanne Pili - 20/03/201906:21Aggiornato 20/03/2019 08:26

Un diciottenne No Vax del Kentucky ha deciso di fare causa al dipartimento sanitario perché non gli permette di giocare a basket nella squadra della scuola, ma lui sostiene che le sue motivazioni siano religiose

Si chiama Jerome Kunkel ed è un ragazzo di 18 anni del Kentucky, decisamente anticonformista rispetto ad altri noti teenager di questo periodo, come Ethan Lindenberger che ha festeggiato la maggiore età vaccinandosi, e testimoniando al Senato degli Stati Uniti sui legami tra fake news e anti-vaccinismo. Così mentre la sedicenne Greta Thunberg fa lo sciopero della scuola per sensibilizzare il mondo contro il riscaldamento globale, Jerome lotta per tornare a vivere la sua passione: il basket. Ma un’emergenza sanitaria glielo impedisce.

Frequentava la squadra di basket della Assumption Academy di Walton, situata nel Nord del Kentucky. Il suo rifiuto di vaccinarsi contro la varicella non gli permette di frequentare gli allenamenti e giocare le partite. Così ha deciso di fare causa al dipartimento sanitario del Kentucky settentrionale, perché questo divieto violerebbe la sua «libertà di religione»; il vaccino - secondo lui - conterrebbe «cellule fetali abortite».

La bufala delle cellule fetali nei vaccini

L’unica cosa certa in tutta questa storia è che effettivamente negli Stati Uniti sarebbe possibile in diversi Stati rifiutare le vaccinazioni per motivi «religiosi», mentre la tesi in base alla quale i vaccini conterrebbero cellule fetali abortite è una vecchia bufala. Tutto parte dal fatto che alcuni vaccini sono stati fatti oltre 50 anni fa in cellule discendenti da feti abortiti, ma non è più così. Sostenere che il vaccino contro la varicella derivi da feti abortiti è di fatto una falsità. Ne sono convinte anche le istituzioni cattoliche, come il National Catholic Bioethics Center:

Le linee cellulari sono cresciute in modo indipendente, è importante notare che le cellule discendenti non sono le cellule del bambino abortito … non hanno mai formato una parte del corpo della vittima.

La questione è chiusa anche per la Pontificia accademia pro vita:

Uno è moralmente libero di usare il vaccino indipendentemente dalla sua associazione storica con l'aborto, perché il rischio per la salute pubblica, se si sceglie di non vaccinare, supera la legittima preoccupazione circa le origini del vaccino.

Le ragioni del provvedimento sanitario

Oltretutto il provvedimento è stato preso nel mezzo di una emergenza sanitaria che ha colpito la scuola di Jerome: un' epidemia di varicella con 32 casi già accertati. Il divieto di frequenza riguarda gli studenti non vaccinati o già immuni «fino a 21 giorni dopo l'esordio dell'eruzione per l'ultimo studente malato o membro dello staff». Tutti gli eventi extracurricolari sono stati cancellati, compresi quelli sportivi. Ma Jerome ci ricorda che non c’è solo la salute in ballo:

Il fatto che non riesca a finire il mio ultimo anno nel basket, tipo il nostro ultimo paio di partite, è piuttosto devastante.

Alcuni potrebbero obiettare che è difficile fare una partita di basket se i giocatori devono restare a letto con la varicella. Ma il padre Bill asseconda le aspirazioni «religiose» e sportive del figlio, che prescindono dalle cose terrene:

Non credo affatto a quel vaccino che stanno cercando di spingere su di noi.

Non si è fatta attendere la replica del Dipartimento della sanità, in risposta alla causa legale indetta da Jerome: 

Le recenti azioni intraprese dal Dipartimento della Sanità del Kentucky settentrionale [..] sono state una risposta diretta a una minaccia per la salute pubblica, risposta necessaria per prevenire un'ulteriore diffusione di questa malattia contagiosa.

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